di Andrea Monaci in ,

Paul Manafort e Rick Gates, capo e vice capo del comitato elettorale di Trump, si sono consegnati all’FBI: accusati di riciclaggio e cospirazione


 

L’ex capo del comitato elettorale di Donald Trump, Paul Manafort, ed il suo socio Rick Gates si sono consegnati all’FBI che li accusa di riciclaggio e cospirazione. Intanto, anche l’ex consigliere di politica estera del presidente Usa, Papadopoulos, ammette i contatti con esponenti vicino al Cremlino per danneggiare Hillary Clinton

Paul Manafort, già capo del comitato elettorale di Donald Trump, ed il suo socio Rick Gates, sono formalmente accusati di riciclaggio, frode fiscale, violazione delle leggi sulle lobby e falsa testimonianza per aver mentito sui loro rapporti con la Russia, e addirittura di cospirazione contro gli Stati Uniti. I due si sono consegnati oggi all’FBI che li accusa di aver fatto sparire milioni di dollari attraverso società straniere di comodo e di aver usato i soldi per comprare automobili di lusso, immobili, oggetti d’antiquariato e vestiti costosi.

«Riciclati più di 18 milioni di dollari»

Il New York Times pubblica nella sua edizione online il documento con cui le autorità federali americane hanno chiesto l’incriminazione di Manfort e del suo collaboratore di lunga data Rick Gates. Le accuse contro i due, scrive il quotidiano «rappresentano una significativa escalation che ha gettato un’ombra sul primo anno di presidenza di Donald Trump». Il documento delle autorità federali descrive in dettaglio le attività di lobbying di Manafort in Ucraina. I pubblici ministeri sostengono che Manafort e il socio hanno creato uno schema per nascondere i soldi dai contribuenti e dal pubblico. Le autorità federali affermano che Manafort ha riciclato più di 18 milioni di dollari.

L’ammissione di colpevolezza di Papadopoulos

Poco prima anche George Papadopoulos, uno dei primi consiglieri di politica estera della campagna presidenziale di Trump, arrestato a fine luglio, si era dichiarato colpevole di aver mentito all’FBI  in merito ai contatti con un professore russo con legami con i funzionari del Cremlino. Papadopoulos, che sta ora collaborando attivamente con l’FBI, avrebbe parlato con il docente russo di come danneggiare Hillary Clinton.

La reazione di Trump

Il presidente USA Donald Trump ha reagito alla vicenda Manafort con due tweet in cui dice che le accuse si riferiscono a molti anni fa, che i procuratori dovrebbero occuparsi della collaborazione tra Hillary Clinton e la Russia, e che comunque le accuse contro Manafort non riguardano la presunta collaborazione tra il suo comitato e la Russia. Come abbiamo letto, però, ci sono poi le ammissioni di George Papadopoulos che dicono l’esatto contrario. La vicenda è dunque solo all’inizio e farà senza dubbio ancora molto rumore.

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