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Pensioni 2016 news oggi: Opzione Donna, le lavoratrici denunciano il mistero dei dati e dubbi sul cumulo

Il testo della legge di Stabilità è in attesa di essere trasmesso alla Camera per iniziare il suo iter nelle commissioni di merito, ma le lavoratrici che si sono battute per la proroga di Opzione Donna e che sono ancora in attesa di sapere l’ammontare dei fondi residui stanziati, sono in particolare allarme. Non solo nei loro riguardi rischia di essere disattesa la norma contenuta nella precedente legge di Stabilità in cui si prevedeva la destinazione dei fondi stanziati, ma non utilizzati, per la prosecuzione del regime sperimentale, ma è iniziata a circolare la notizia che per accedere a Opzione Donna non potrebbe essere utilizzata la possibilità del cumulo gratuito.

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Una delle novità più apprezzate dai lavoratori è proprio la cancellazione dell’onerosità del cumulo dei contributi versati in diverse casse previdenziali. Sembrerebbe che questa possibilità non sarà riconosciuta alle donne che volessero accedere a Opzione Donna. Orietta Armiliato, amministratore del gruppo Facebook “Comitato Opzione donna” ha scritto: “Mi pare di capire che il cumulo dei contributi versati in diverse casse previdenziali, misura contemplata nella Legge di Bilancio, non possa essere utilizzato per raggiungere il requisito dei 35 anni di contributi per centrare la vecchia pensione di anzianità laddove questa è rimasta attiva, come è nel caso di Opzione Donna; se così fosse e purtroppo dai rumors di palazzo ci arrivano echi poco confortanti a questo proposito, dobbiamo a questo punto prendere atto che il Governo legge l’istituto Opzione Donna come una ‘entità nefasta’ che deve essere lasciata fuori dal perimetro di tutte le altre misure per paura che possa ‘nuocere e recar danno’”.

Intanto è partito un pressing delle donne che stanno intasando le caselle di posta elettronica di diversi esponenti del Parlamento per chiedere loro un impegno affinché il ministero dell’Economia non affossi con il suo tergiversare l’opportunità di prorogare il regime Opzione Donna che consentirebbe a molte donne di poter uscire dal lavoro consentendo di conciliare le loro esigenze specie quelle di cura familiare.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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