di Maria Concetta Distefano in , ,

Pensioni 2017 news: Ape, Quota 41 e usuranti, ultimi chiarimenti


 

La Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro in una circolare fornisce chiarimenti sull’Ape e sulla Quota 41 con particolare riguardo ai lavoratori addetti a mansioni usuranti

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Pensioni 2017 news: Ape, Quota 41 e usuranti, ultimi chiarimenti

La Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro ha reso nota la circolare numero 5 del 2017 in cui fa alcune considerazioni e precisazioni riguardo alle due misure previdenziali dell’Anticipo pensionistico e della Quota 41. In particolare, il documento si sofferma sui lavoratori addetti a mansioni usuranti. I provvedimenti che riguardano questi lavoratori sono tre, i primi due fanno riferimento a quella parte dei lavoratori che potrà accedere o all’Ape sociale, anticipo pensionistico a 63 anni con i costi a carico dello Stato, o all’uscita dal lavoro con 41 anni di contributi, indipendentemente dall’età, se lavoratore precoce quando si è versato almeno 12 mesi di contributi prima del 19esimo anno di età. Il terzo provvedimento interviene a modificare il Decreto Legislativo 67/2011 per migliorare alcune norme introdotte con la legge Fornero e che riguardano il beneficio pensionistico degli usuranti. Questa misura è già operativa ed è stata regolata dall’Inps con la circolare 90/2017.

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La Fondazione fa un’analisi delle agevolazioni introdotte con questi tre provvedimenti anche sulla base delle disposizioni operative emanate dall’Inps e che riguardano la platea dei lavoratori beneficiari delle “Quote anticipate” per i lavoratori addetti a mansioni usuranti e la documentazione richiesta per presentare la domanda di accesso. A giudizio della stessa Fondazione si tende all’Introduzione di un sistema di flessibilità dell’accesso ai requisiti pensionistici agevolando le carriere lavorative delle categorie, cosiddette svantaggiate, che rientrano in particolari profili di tutela e a costi propri del lavoratore si potrà anticipare l’uscita dal lavoro. “Il disegno del legislatore” si muove per attenuare i provvedimenti di salvaguardia e “introdurre un sistema di flessibilità nell’accesso ai requisiti pensionistici che premi le carriere lavorative cd. svantaggiate o l’atto volontario, autonomo e a costi propri, di anticipare l’uscita dal mondo del lavoro”.

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Così come è scritto nella circolare: “Questo primo intervento è mirato a neutralizzare l’inasprimento del requisito oggettivo per il beneficio pensionistico che a partire al 2018, per effetto della legge Monti-Fornero, sarebbe stato riservato soltanto a chi avesse svolto una o più delle citate mansioni per un periodo di tempo pari ad almeno metà della propria vita lavorativa (requisito ora definitivamente alternativo alla maturazione dei 7 anni di ‘lavoro usurante’). Risulta poi soppressa l’ulteriore condizione di avere svolto un’attività usurante anche nel medesimo anno di maturazione del requisito. In questo modo non potrà più verificarsi l’evenienza paradossale della perdita dell’accesso anticipato in caso di destinazione a mansioni non usuranti solo nell’ultimo anno di lavoro”.

Foto in apertura pixabay.com skeeze

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