di Maria Concetta Distefano in , ,

Pensioni 2017 news: Ape social fino a 67 anni e Opzione Donna in attesa di soluzioni


 

L’adeguamento automatico dell’età pensionabile all’aspettativa di vita non inciderà sull’Ape sociale, mentre, per il regime Opzione Donna, Cesare Damiano sollecita l’utilizzo dei risparmi per la proroga

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Pensioni 2017 news: Ape social fino a 67 anni e Opzione Donna in attesa di soluzioni

La questione dell’ulteriore innalzamento dell’età di accesso alla pensione di vecchiaia, che dal 2019 arriverebbe a 67 anni, viene da più parti contestata e viene richiesta la cancellazione del meccanismo dell’adeguamento automatico dell’età pensionabile all’aspettativa di vita previsto dalla legge Fornero. Questa richiesta viene avanzata a gran voce dai sindacati, nel confronto con il Governo, per il quale è stato convocato un incontro di approfondimento per il prossimo martedì 11 luglio al Ministero del Lavoro. Mentre, a seguire, il 13 luglio Cgil, Cisl e Uil terranno un’assemblea nazionale unitaria sulla piattaforma di riforma delle pensioni.

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Comunque il previsto adeguamento a 67 anni non dovrebbe incidere sui lavoratori che, in possesso dei requisiti, accederanno all’Ape social. Infatti sia il Governo che l’Inps con la circolare 100/2017 hanno chiarito che per l’Ape sociale è necessario solamente avere raggiunto i 63 anni di età ed essere in possesso di un’anzianità contributiva di 30 anni o 36 nel caso dei lavoratori addetti a mansioni gravose, congiuntamente al fatto di essere in una delle quattro condizioni previste per la tutela, così come stabilito nella legge di Bilancio 2017: “Disoccupati, invalidi non inferiori al 74%, soggetti che assistono da almeno sei mesi il coniuge o un parente entro il 1° grado convivente, o soggetti che hanno prestato da almeno sei anni negli ultimi sette mansioni gravose” . Questo dubbio interpretativo è stato risolto con il decreto attuativo sull’Ape social e con la circolare dell’Inps, ed è stato anche precisato che l’indennità percepita dal lavoratore, durante il periodo dell’Anticipo pensionistico viene a cessare il primo giorno del mese seguente a quando viene raggiunto l’effettivo pensionamento per vecchiaia. Quindi anche se nel 2019 l’età per la pensione di vecchiaia dovesse essere incrementata fino a 67 anni in quel caso l’indennità andrebbe a essere percepita per un periodo superiore ai 43 mesi ipotizzati.

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Un altro tema importante che ancora è in attesa di soluzione è quello della proroga di Opzione Donna. Il presidente della Commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, in occasione dell’approvazione del documento conclusivo dell’indagine conoscitiva sulla: “disparità nei trattamenti pensionistici tra uomini e donne”, ha voluto ribadire la necessità di colmare questi squilibri che sono a danno delle lavoratrici: “Il brusco innalzamento dell’età pensionabile per le donne non ha avuto alcuna compensazione”, mentre occorre attivare un miglioramento normativo per: “Ripristinare una differenza a favore delle donne. Ci sono esempi europei”. Sulla proroga del regime di Opzione Donna, dai dati che l’Inps ha pubblicato ad aprile, viene fuori che avevano ragione coloro che sostenevano che le 36mila domande e i 2,5 miliardi stanziati dalla legge di Bilancio 2016 erano frutto di una sovrastima, per cui ora è assolutamente giusto che le economie realizzate vengano utilizzate per prorogare questa possibilità per: “Le lavoratrici che scelgono di andare in pensione con 57 o 58 anni di età e 35 di contributi, ma accettando un asse¬gno decurtato del 30 per cento”.

Foto in apertura: pixabay.com Alexas_Fotos

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