di Maria Concetta Distefano in , ,

Pensioni 2017 news: Ape social e Quota 41, dall’Inps nuovi e importanti chiarimenti


 

L’Inps, in vista del termine di scadenza per presentare le domande per Ape social e Quota 41, fornisce nuovi e importanti chiarimenti

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In vista del termine di scadenza per presentare le domande di accertamento dei requisiti per poter usufruire dell’Ape social e della Quota 41 per i lavoratori precoci, l’Inps ha pubblicato un nuovo documento in cui fornisce ulteriori chiarimenti sui requisiti per disoccupati e addetti a mansioni usuranti. Relativamente ai disoccupati, la legge 232/2016 richiede uno stato di disoccupazione per effetto di licenziamento, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale nell’ambito di procedura di ristrutturazione aziendale prevista dall’articolo 7 della legge 604/1966. Il richiedente deve inoltre avere cessato di ricevere l’indennità di disoccupazione da almeno tre mesi nel momento in cui inizia a percepire il trattamento.

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Il chiarimento pubblicato dall’Inps riguarda la conservazione del diritto nel caso in cui venga sospeso la prestazione di disoccupazione per svolgimento di contratti a termine o di lavoro autonomo. In questa ipotesi le giornate di lavoro possono riguardare il periodo in cui il lavoratore sta ancora percependo la Naspi o la mobilità. L’Inps sottolinea che nel trimestre di disoccupazione successivo all’erogazione del sussidio non può sussistere nessun giorno lavorativo: “’L’interessato dovrà mantenere lo stato di disoccupazione, non inferiore a tre mesi, per tutto il periodo compreso tra la conclusione dell’intera prestazione per la disoccupazione a lui spettante e l’accesso alla prestazione APE sociale/pensionamento anticipato”. Inoltre il lavoratore che non usufruisce del sussidio pur avendone diritto, perde anche la possibilità di accedere all’Ape social e alla pensione precoci, perché non possiede il necessario requisito riguardo al trattamento di disoccupazione.

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Si ricorda ancora che l’interessato al momento della presentazione dell’istanza deve già essere in stato di disoccupazione, ma può non avere terminato di percepire l’indennità di disoccupazione, mentre dovrà possedere il requisito dei tre mesi di non occupazione dopo avere percepito il sussidio nel momento in cui comincerà a percepire l’indennità previdenziale. Il procedimento consta di due passaggi, nel primo è necessario presentare la domanda di accertamento dei requisiti, entro il 15 luglio, nel secondo si presenterà domanda di accesso al trattamento, previa risposta da parte dell’Inps. Tutta la procedura avviene esclusivamente per via telematica, al termine della quale l’Inps rilascia al lavoratore una ricevuta dell’avvenuta presentazione della domanda con sovrascritto un numero di protocollo, la data e l’orario esatto di ricevimento. In proposito l’Istituto previdenziale chiarisce che dopo avere presentato la domanda è possibile aggiungere nuova documentazione, senza apportare alcuna modifica al numero di protocollo o alla data di ricezione della domanda. Questa precisazione è molto importante visto che l’Inps darà priorità alle domande facendo riferimento alla data di maturazione del requisito pensionistico e, a parità di questo requisito, si baserà sul momento della presentazione della domanda. L’integrazione della domanda, comunque, potrà riguardare solamente i documenti necessari e non anche i dati inseriti nella domanda. Anche l’integrazione deve essere presentata entro il 15 luglio. Le notizie contenute nella documentazione devono corrispondere ai dati inseriti nella domanda, nel caso di incoerenza l’istanza sarà respinta e occorrerà presentare un’altra istanza alla quale verrà dato un nuovo numero di protocollo, di data e di orario di ricezione. L’Inps ha fornito anche una precisazione relativamente ai lavoratori edili che da almeno sei anni sono addetti a mansioni gravose: vista la difficoltà di poter ottenere l’attestazione del datore di lavoro (modello AP 116), sarà possibile presentare una dichiarazione firmata dal responsabile della Cassa edile, da cui devono risultare i periodi durante i quali è stato iscritto alla Cassa. Questa dichiarazione dovrà essere allegata dal lavoratore alla domanda digitale e l’istante dovrà dichiarare nel campo note che, considerata l’impossibilità di reperire il datore di lavoro, è stata allegata la dichiarazione delle Casse edili interessate.

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