di Maria Concetta Distefano in , ,

Pensioni 2017 news: Ape volontario, come presentare la domanda, requisiti e scadenze


 

Per ottenere l’Ape volontario il lavoratore interessato dovrà presentare la domanda e seguire una procedura, ecco come fare e quali sono i requisiti e le scadenze

Pensioni 2017 news: Ape volontario, come presentare la domanda, requisiti e scadenze

Pensioni 2017 news: Ape volontario, come presentare la domanda, requisiti e scadenze

Dopo la sottoscrizione del decreto attuativo dell’Ape volontario, da parte del premier Paolo Gentiloni, spetta ora all’Inps gestire la fase successiva per rendere concretamente operativa la misura. Una volta avvenuta la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del Decreto del Presidente del Consiglio, definite le convenzioni con le banche e le assicurazioni in cui verranno stabiliti i costi e i tassi d’interesse del prestito e dell’assicurazione del lavoratore in caso di premorienza, a partire dal mesi di ottobre l’Anticipo pensionistico nella forma volontaria dovrebbe essere concretamente fruibile dai lavoratori interessati. La procedura per accedere all’Ape volontario è fissata nel DPCM: innanzitutto il lavoratore interessato dovrà farsi certificare dall’Inps di essere in possesso dei requisiti richiesti. L’istituto di previdenza dovrà rispondere nel giro di 60 giorni dalla richiesta. Per usufruire dell’Ape volontario è richiesta un’età minima di 63 anni e 20 di contributi, essere distanti dalla pensione di vecchiaia non più di 3 anni e 7 mesi e inoltre essere beneficiari di un assegno pensionistico mensile, al netto della rata di ammortamento, non inferiore a 1,4 volte il trattamento minimo dell’assicurazione generale obbligatoria, ovvero di 712,65 euro al mese per l’anno 2017.

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Pensioni 2017 news: Ape volontario, come presentare la domanda, requisiti e scadenze

Bisogna ricordare che la domanda di accertamento dei requisiti dev’essere presentata solamente online attraverso il proprio codice pin personale o mediante enti accreditati come i patronati. Al momento della certificazione l’Inps comunicherà l’importo minimo e massimo dell’Ape che si può richiedere, così che il lavoratore potrà scegliere tra il 75% e il 90% del netto della propria pensione in base agli anni di anticipo che vengono richiesti. Dopo avere ottenuto la certificazione dei requisiti i lavoratori interessati potranno presentare all’Inps la vera e propria domanda di accesso all’Ape e nello stesso tempo dovranno anche presentare anche la domanda per il pensionamento di vecchiaia che verrà elargita al momento del raggiungimento dell’età anagrafica prevista dalla legge, che in atto è di 66 anni e 7 mesi. È importante ricordare che sia la domanda di accesso all’Ape che quella della pensione di vecchiaia, allorché il contratto di prestito sarà perfezionato, non potranno più essere revocati. Nella domanda si deve indicare sia la banca che la compagnia assicurativa che rispettivamente erogherà il prestito e la polizza assicurativa contro il rischio di premorienza. La scelta potrà essere fatta tra quelli che aderiranno agli accordi quadro stipulati tra il ministero dell’Economia e delle Finanze, il Ministero del Lavoro e l’Abi e l’Ania.

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Ricevuta la domanda la banca che dovrà erogare il prestito, inoltrerà il contratto di prestito all’Inps o l’eventuale rigetto dello stesso. In tale ultima ipotesi la domanda di pensione e quella dell’Anticipo pensionistico decadranno e non produrranno nessuno effetto. Nel caso in cui il prestito venga erogato, il beneficiario avrà 14 giorni di tempo per retrocedere dal contratto disponibile in via telematica, decorso tale termine il contratto si riterrà perfezionato e il prestito comincerà a essere erogato nei 30 giorni successivi. Il destinatario del prestito si vedrà erogare 12 rate mensili, che ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche non verranno considerate, fino al raggiungimento dell’età per la pensione di vecchiaia. Una volta maturati i requisiti per l’accesso alla pensione di vecchiaia, l’Inps inizierà a trattenere la quota di rimborso del prestito e lo verserà all’ente finanziatore entro 180 giorni dalla data di scadenza della rata stessa, per venti anni. Il DPCM prevede l’ipotesi che l’erogazione del sia interrotta se il lavoratore nel frattempo consegua una prestazione pensionistica diretta prima del conseguimento della pensione di vecchiaia. Lo stesso DPCM disciplina l’ipotesi dell’estinzione anticipata, parziale o totale del prestito per volontà del lavoratore.

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