di Maria Concetta Distefano in , ,

Pensioni 2017 news: aspettativa di vita, Cesare Damiano e Maurizio Sacconi chiedono gradualità


 

Cesare Damiano e Maurizio Sacconi chiedono un rinvio strutturale dell’aumento dell’età pensionabile che scatterebbe nel 2019 e una maggiore gradualità nell’applicazione dell’adeguamento alla speranza di vita

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Pensioni 2017 news: aspettativa di vita, Cesare Damiano e Maurizio Sacconi chiedono gradualità

L’età anagrafica necessaria per accedere alla pensione di vecchiaia, per il brusco innalzamento imposto dalla legge Fornero accompagnato dal meccanismo di adeguamento automatico, dal primo gennaio 2019 arriverebbe a 67 anni. Il tema della maggiore flessibilità in uscita dal lavoro, è diventato pressante, anche perché la legge Fornero non ha previsto un processo graduale per cui lavoratori che nel 2011 si trovavano prossimi alla pensione si sono visti bloccare al lavoro fino ad altri sei anni. Dopo gli interventi sull’Anticipo pensionistico varati nella scorsa legge di Bilancio, ancora è rimasto in piedi l’adeguamento automatico alla speranza di vita che scatterebbe il primo gennaio 2019.

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Pensioni 2017 news: aspettativa di vita, Cesare Damiano e Maurizio Sacconi chiedono gradualità

Su questo punto i presidenti delle Commissioni Lavoro di Camera e Senato, Cesare Damiano e Maurizio Sacconi, sono intervenuti con una nota congiunta per chiedere un rinvio strutturale del meccanismo di adeguamento automatico, con la richiesta minima di inserire almeno un sistema di maggiore gradualità. I due esponenti politici, che pure hanno idee diverse sulla riforma del sistema previdenziale, condividono il fatto che con la legge Fornero il sistema previdenziale italiano ha già imposto il “primato globale dell’età pensionabile”. Cesare Damiano e Maurizio Sacconi si rivolgono ai colleghi di tutti i gruppi parlamentari e al Governo perché si aiuti “La società a ritrovare fiducia nel sistema previdenziale, a partire dai giovani”. I due presidenti che sono stati entrambi Ministri del Lavoro, preannunciano una conferenza stampa per esporre le motivazioni della loro iniziativa. A giudizio di Damiano se si mantiene l’adeguamento automatico dell’età pensionabile alla speranza di vita, si crea: “ Un controsenso con l’attuale scelta dell’anticipo della pensione, attraverso l’Ape sociale e con il miglioramento della norme per i lavoratori precoci”.

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Lo stesso Cesare Damiano ritiene che: “È ormai chiaro che essere diventati il Paese che manda i lavoratori in pensione addirittura più tardi della Germania, non è un vantaggio per nessuno. A pagare il prezzo di questa scelta sono soprattutto i giovani che non entrano nel mercato del lavoro anche grazie a un invalicabile ‘tappo’ generazionale. La legge prevede che entro la fine dell’anno si emani un Decreto direttoriale: sarebbe opportuno che il Governo non procedesse in questa direzione e che convocasse il tavolo di confronto con i sindacati per affrontare la ‘fase 2’ del verbale sulla previdenza sottoscritto lo scorso settembre. In esso, tra l’altro, si è già previsto il blocco dell’aspettativa di vita per chi svolge lavori usuranti: norma che andrebbe estesa ad altre categorie di lavoratori. L’idea che tutti vadano in pensione alla stessa età, a prescindere dalla gravosità del lavoro svolto, è ormai superata. Un’applicazione burocratica della norma sarebbe incomprensibile”

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