di Maria Concetta Distefano in , ,

Pensioni 2017 news: aspettativa di vita, Tito Boeri contro lo stop, replica di Cesare Damiano e Maurizio Sacconi


 

Il presidente dell’Inps, Tito Boeri, contrario il blocco dell’adeguamento automatico dell’età pensionabile all’aspettativa di vita, ne spiega le relative conseguenze. Al professore replicano Cesare Damiano e Maurizio Sacconi

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Pensioni 2017 news: aspettativa di vita, Tito Boeri contro lo stop, replica di Cesare Damiano e Maurizio Sacconi

Tito Boeri, presidente dell’Inps, nel corso di un’intervista rilasciata al quotidiano Il Sole24Ore ha spiegato la sua contrarietà al blocco dell’adeguamento automatico dell’età pensionabile all’aspettativa di vita. Questo meccanismo porterà a una revisione dell’età pensionabile che si basa sulle previsione della speranza di vita dell’Istat che dal 2019 vedrà balzare l’età per la pensione di vecchiaia a 67 anni e 67 e 3 mesi dal 2021. Boeri in merito ha dichiarato: “È pericolosissimo toccare ora questo meccanismo. Sia guardando in avanti, sia all’indietro. Pensiamo alle generazioni che hanno già vissuto questi adeguamenti, per esempio con l’aumento di 4 mesi scattato nel 2016 o prima ancora di 3 mesi scattato nel 2013″.

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Il presidente dell’Inps ha anche aggiunto: “È pericolosissimo toccare ora questo meccanismo. Sia guardando in avanti, sia all’indietro. Pensiamo alle generazioni che hanno già vissuto questi adeguamenti, per esempio con l’aumento di 4 mesi scattato nel 2016 o prima ancora di 3 mesi scattato nel 2013″. Il blocco da più parti richiesto avrebbe un costo molto alto: “Quasi interamente destinati a tradursi in aumento del debito pensionistico implicito, dato che l’uscita prima del previsto non verrebbe compensata, se non in minima parte, da riduzioni dell’importo delle pensioni“. E sul fatto che l’età pensionabile stia raggiungendo valori troppo elevati la risposta è categorica. “Non è vero. Bisogna guardare all’età effettiva di pensionamento, che in Italia è più bassa che in Germania e della media europea. I dati 2014 lo dimostrano: da noi si va in pensione appena sopra ai 62 anni, mentre in Germania a 65 anni”. Relativamente alla pensione delle donne, Tito Boeri ha ammesso le penalizzazioni a cui incorreranno le lavoratrici: “Vanno il pensione con la vecchiaia e non con l’anticipo perché le loro carriere lavorative sono più frammentate”. “Bisogna agire sulle fonti di queste discontinuità, riducendo il precariato e imponendo congedi di paternità obbligatori non simbolici come quelli attuali. Pericoloso invece tornare a regimi diversi tra uomini e donne sull’età di pensionamento. Può permettere alle imprese di ridurre ulteriormente la manodopera femminile mettendo molte donne nella condizione di dover vivere a lungo con pensioni inadeguate. La strada da seguire era quella flessibilità in uscita che avevamo proposto a suo tempo, che dava soprattutto alle donne possibilità più ampie, adeguate e sostenibili di uscita”. Infine Boeri ha spiegato che l’innalzamento della pensione pianificata per i prossimi anni non può essere paragonata a quanto avvenuto con la riforma Fornero: “La riforma Fornero del 2011, adottata all’improvviso e in una situazione di crisi, ha innalzato per alcuni l’età pensionabile fino a sei anni. Imprese e lavoratori furono presi alla sprovvista e il contesto era di una domanda di lavoro bloccata dalla peggiore recessione della storia repubblicana. Lo stop a nuove assunzioni fu inevitabile. Oggi invece stiamo parlando di un cambiamento ultrapianificato, noto da anni, già incorporato da tutte le previsioni delle imprese e degli agenti economici, come dimostra il comportamento su opzione donna, e che vale solo 5 mesi in più a partire dal 2019. Non solo, ora la domanda di lavoro sta crescendo più dell’intera economia. Dunque non si può fare alcun paragone tra i due momenti, siamo lontani anni luce”.

Pensioni 2017 news: aspettativa di vita, Tito Boeri contro lo stop, replica di Cesare Damiano e Maurizio Sacconi

Cesare Damiano e Maurizio Sacconi, rispettivamente presidenti delle due Commissioni Lavoro della Camera e del Senato e congiuntamente fautori di un appello per la revisione dell’adeguamento automatico dell’età pensionabile alla speranza di vita, hanno replicato alle affermazioni di Tito Boeri, continuando a ribadire la necessità di un blocco quanto meno temporaneo del meccanismo: “L’intervista del Presidente dell’Inps Tito Boeri è mossa da un presupposto inesistente che la rende totalmente inutile. Non abbiamo proposto la cancellazione del collegamento tra età di pensione ed aspettativa di vita ma solo la sua rimodulazione temporale per alleggerire l’allungamento dell’età lavorativa, di circa sei anni, sulla generazione già adulta all’atto dell’approvazione della riforma Fornero e per aprire, nel frattempo, una più generale riflessione su un sistema previdenziale disegnato nel presupposto del vecchio mercato del lavoro che garantiva stabilità e continuità nei percorsi occupazionali”. Concludendo: “Il sistema oggi penalizza soprattutto le giovani generazioni che avranno la certezza di andare in pensione a quasi 70 anni”. “Siamo ben consapevoli delle esigenze di sostenibilità nel lungo periodo per cui ci confronteremo, numeri alla mano, con il governo nelle sedi parlamentari”,

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