di Maria Concetta Distefano in , ,

Pensioni 2017 news: donne, disoccupati e Ape social, priorità nel confronto Governo-sindacati


 

Governo e sindacati torneranno a confrontarsi il 7 settembre sulle misure da inserire nella riforma delle pensioni che costituirà un capitolo importante della legge di Bilancio. Le questioni che verranno affrontate riguarderanno donne, disoccupati e ampliamento dei beneficiari dell’Ape social

Pensioni 2017 news: donne, disoccupati e Ape social, priorità del confronto Governo-sindacati

Pensioni 2017 news: donne, disoccupati e Ape social, priorità nel confronto Governo-sindacati

Dopo il primo incontro tra Governo e sindacati in cui hanno iniziato a confrontarsi sulle future misure pensionistiche da inserire nella prossima legge di Bilancio, le stesse parti torneranno a discutere il 5 settembre, prevalentemente su tematiche del lavoro, mentre i provvedimenti che daranno corpo alla riforma delle pensioni saranno approfonditi il 7 e il 13 settembre. I punti più importanti che verranno affrontati riguarderanno l’Ape social e la pensione per le donne e per i disoccupati. Per tutte queste categorie di lavoratori ci sono allo studio provvedimenti ad hoc con requisiti contributivi ridotti. Sarà necessario anche quantificare le eventuali coperture finanziarie necessarie e decidere se occorre rinviare il soddisfacimento di alcune richieste.

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Per le donne lavoratrici l’orientamento è quello di uno sconto dell’anzianità contributiva di due o tre anni per ogni figlio, con lo scopo di ottenere l’uscita anticipata dal lavoro. L’argomentazione che si adduce in proposito verte proprio sugli anni di contributi effettivamente versati, la cui mancata maturazione avrebbe di fatto escluso un numero considerevole di lavoratrici dall’accesso all’Ape social. Quindi, per le lavoratrici non verrebbe richiesto il requisito dei 30 anni di contributi versati, ma la soglia più ridotta di 28 o 27 anni. Mentre per quanto riguarda i lavoratori disoccupati in seguito a licenziamento o dimissioni per giusta causa, nel caso in cui fossero rimasti fuori dall’Ape social per mancanza dei requisiti o per scadenza del termine per le domande di anticipo per l’anno 2017 ci sarebbe la conferma di farli rientrare nella platea dei beneficiari dell’Anticipo pensionistico nella sua declinazione social.

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Tutte le modifiche relative all’Ape social sono state bloccate dal Consiglio di Stato, determinando l’esclusione dei lavoratori disoccupati, in seguito alla scadenza del contratto, e dei lavoratori autonomi che abbiano chiuso la loro attività commerciale. Per ampliare le platee dei beneficiari dell’Ape social resta cruciale reperire le coperture finanziarie, dato che questa misura agevolata sarà riconosciuta attualmente fino a un limite di spesa pari a 300 milioni di euro per l’anno 2017. Durante il tavolo di lavoro di Governo e sindacati dovranno stabilire se potranno essere stanziate altre risorse, nel caso in cui non sarà possibile, le domande tardive o quelle non ammesse slitteranno al 2018.

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