di Maria Concetta Distefano in , ,

Pensioni 2017 news: età pensionabile, donne e lavoro di cura, pressioni sul Governo


 

Il Governo e i sindacati hanno trovato un accordo sulla rivalutazione degli assegni pensionistici, mentre rimangono distanti sulla pensione alle donne e sul blocco dell’aumento dell’età pensionabile, il Governo sarà disponibile ad accogliere come criterio per andare in pensione anticipata il lavoro di cura?

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Il giorno dopo un altro confronto al Ministero del Lavoro tra Governo e sindacati sui provvedimenti in tema di pensioni da adottare con la prossima legge di Bilancio, i sindacati e i lavoratori, in particolare le donne, esprimono tutta loro insoddisfazione per la proposta del Governo di scontare in favore delle donne fino a due anni l’anzianità contributiva necessaria per accedere all’Ape social. In sostanza lo sconto sarebbe di 6 mesi per ogni figlio fino a un tetto massimo di due anni.

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Il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, dopo l’incontro ha dichiarato che con i sindacati un accordo è stato raggiunto, riferendosi alla rivalutazione degli assegni pensionistici: “E’ sostanzialmente confermato l’impegno a tornare al meccanismo di rivalutazione degli assegni pensionistici precedente al blocco dell’indicizzazione introdotto con il Salva Italia nel 2012”. Si tratta di un adeguamento che era previsto nella legge 388 del 2000 che a giudizio dei sindacati: “tutela in modo migliore il potere di acquisto dei pensionati”.

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Mentre riguardo all’Ape social, di cui secondo le stime del Governo, un maggior numero di donne potrebbero usufruire se venisse accolta la proposta del Governo, Giuliano Poletti ha spiegato: “C’è un numero di domande da parte delle donne significativamente più basso rispetto agli uomini, in ragione della carriera e dei versamenti previdenziali, quindi abbiamo ipotizzato fino due anni in meno per i requisiti contributivi previsti dall’Ape sociale per le donne con figli”. Le lavoratrici che invece attendevano un confronto sulla possibilità di prorogare il regime previdenziale di Opzione Donna, bloccato con l’attuale legge di Bilancio, in queste ore stanno esprimendo, sulle bacheche social dei vari gruppi in cui sono raggruppate, tutta la loro delusione e amarezza per la proposta del Governo. Le lavoratrici continuano a premere per un abbassamento dell’età anagrafica per andare in pensione piuttosto che uno sconto sui contributi da versare per arrivare a usufruire dell’Ape social. Tuttavia il confronto continua e il presidente della Commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, ha commentato speranzoso: “Ci auguriamo che questa prima apertura lasci spazio alla nostra proposta di considerare, ai fini dell’anticipo, il complesso dei lavori di cura”. Mentre per i sindacati unitariamente sarebbe necessario, riconoscere in generale il valore sociale della maternità e sempre ai fini pensionistici il lavoro di cura prestato all’interno delle proprie famiglie.

Foto in apertura pixabay.com stevepb

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