di Maria Concetta Distefano in , ,

Pensioni 2017 news: Fase 2 della riforma, tutte le novità di Marco Leonardi allo studio


 

Dai lavori alla fase 2 della riforma delle pensioni, portata avanti dai tecnici del Governo coordinati dal professore Marco Leonardi, emerge la novità del taglio dei contributi erogati a favore dei neoassunti. Il 50% di questo risparmio andrebbe ad aumentare gli stipendi di tutti i dipendenti dell’azienda

Pensioni 2017 Ape e sgravi contributivi per Marco Leonardi

La fase 2 della riforma delle pensioni è subordinata all’attuazione delle misure previdenziali contenute nella legge di Bilancio 2017. Solo dopo l’adozione dei decreti attuativi il Governo e il sindacato passeranno alla cosiddetta fase 2, che verterà sulle pensioni anticipate delle lavoratrici, sulla questione del famigerato agganciamento automatico dell’età pensionabile alla speranza di vita e sulla pensione dei giovani costretti a lavori saltuari e precari. Le proposte sul tavolo di lavoro su cui si discuterà sono la pensione minima di garanzia, ovvero un assegno base a cui sommare quello maturato in base ai contributi versati; gli incentivi fiscali sugli eventuali piloni di pensione integrativa, e la possibilità per i lavoratori dipendenti di versare il Tfr in fondi complementari; differenziare l’adeguamento all’aspettativa di vita secondo la tipologia del lavoro svolto.

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Nel frattempo, dal lavoro che tecnici del Governo con a capo il professore Marco Leonardi stanno portando avanti, emerge una novità relativamente ai neoassunti. Secondo indiscrezioni provenienti dagli ambienti di Palazzo Chigi, il Governo starebbe pensando di tagliare in modo permanete i contributi erogati dalle aziende a favore dei lavoratori appena assunti con contratto stabile a tutele crescenti. In sostanza una riduzione del costo del lavoro che potrebbe oscillare dal 3% al 5%.

Inizialmente la notizia non è stata considerata altamente positiva dai dipendenti, ma dopo ulteriori approfondimenti si è appreso che il progetto del Governo prevederebbe che il 50% del risparmio andrebbe ai datori di lavoro e l’altro 50% andrebbe ad aumentare gli stipendi oltre che dei lavoratori neoassunti anche degli altri.

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