di Maria Concetta Distefano in , ,

Pensioni 2017 news: Opzione donna o Ape social donna, incognite e novità


 

La pensione anticipata delle donne è una delle incognite della prossima legge di Bilancio che dovrebbe contenere la prosecuzione della riforma delle pensioni. Le lavoratrici si battono per la proroga di Opzione Donna, ma ecco le ultimissime novità

Pensioni 2017 news: Opzione donna o Ape social donna, incognite e novità

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In attesa che la fase due della riforma delle pensioni venga concretamente realizzata, continuano le richieste dei sindacati e dei lavoratori per ottenere l’introduzione di nuovi interventi nella legge di Bilancio che alla fine dell’anno sarà varata dal Parlamento. Le lavoratrici, in particolare, per molti mesi si sono battute per la proroga del regime Opzione Donna, ora vivono l’incognita se ci sarà una soluzione previdenziale dedicata a loro.

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Su questa delicata questione che ha risvolti sociali ed economici di cui si è discusso lungamente, i sindacati, accanto alle lavoratrici, chiedono che si possano conoscere i dati del monitoraggio effettuato dall’Inps, che potranno finalmente attestare l’ammontare delle risorse economiche stanziate, ma non spese per questo tipo di pensionamento anticipato. Le lavoratrici, spesso con carriere discontinue a causa degli impegni familiari, sperano, così come è stato stabilito nella legge di Bilancio 2017, che le somme eventualmente residuate possano essere utilizzate per la prosecuzione del regime agevolato di Opzione Donna. Tale misura previdenziale, vale la pena ricordare che ha permesso alle donne di optare per il pensionamento anticipato avendo maturato 57/58 anni di età, 35 di contributi e accettando una decurtazione dell’assegno mensile di quasi il 30%, calcolato integralmente con il sistema contributivo.

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Tuttavia, il Governo sarebbe più orientato a introdurre un’Ape social donna, piuttosto che riavviare Opzione Donna, di fatto bloccata con la legge di Bilancio vigente. I sindacati al riguardo si battono sul riconoscimento dei lavori di cura all’interno delle famiglie, mentre le lavoratrici non si accontentano di un ampliamento della platea dell’Ape social, obiettando che molte lavoratrici con molti anni di contributi alle spalle, ma senza raggiungere il necessario requisito anagrafico dei 63 anni, rimarrebbero fuori dalla misura. In attesa che il Governo ufficializzi una decisione definitiva, le lavoratrici attendono con sempre più impazienza i dati del contatore.

Foto in apertura pixabay.com TeroVesalainem

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