di Maria Concetta Distefano in , ,

Pensioni 2017 news: Opzione donna, età, giovani, cresce l’attesa per la legge di Bilancio


 

Cresce l’attesa per le misure da inserire nella legge di Bilancio in materia di riforma delle pensioni. Opzione Donna, Età pensionabile e pensione di garanzia le questioni in cui l’aspettativa dei lavoratori è maggiore

Pensioni 2017 news: età pensionabile, esodati e donne, attesa per le decisioni del Governo

Pensioni 2017 news: Opzione donna, età, giovani, cresce l’attesa per la legge di Bilancio

In attesa che la seconda fase della riforma delle pensioni prenda una forma concreta, attraverso l’inserimento delle misure previdenziali attualmente al vaglio del Governo, i sindacati hanno scelto per una mobilitazione di piazza il prossimo 14 ottobre a sostegno delle loro richieste in materia pensionistica. Le organizzazioni sindacali propongono con forza il blocco dell’aumento dell’età pensionabile agganciata all’aspettativa di vita; la pensione di garanzia per i giovani lavoratori non in grado di raggiungere un assegno dignitoso; una riduzione dei requisiti contributivi per le donne/madri o impegnate in lavori di cura e l’adeguamento delle attuali pensioni.

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Tra le richieste dei sindacati vi è la proroga del regime sperimentale di Opzione donna, alla luce del monitoraggio effettuato dall’Inps, circa le risorse economiche stanziate dalla precedente legge di Bilancio a copertura della misura, ma non utilizzate e un ulteriore provvedimento di salvaguardia per tutelare le ultime platee di lavoratori rimasti esclusi. Secondo le stime dei sindacati e delle associazioni degli stessi lavoratori si tratterebbe di poche migliaia di lavoratori che potrebbero accedere alla pensione a costo zero per lo Stato in virtù delle risorse risparmiate in occasione dell’ultima salvaguardia. I sindacati e in modo trasversale diversi rappresentanti parlamentari, chiedono, inoltre, alcune modifiche all’Ape social, in particolare la diminuzione del requisito contributivo da 36 anni a 30 per i lavoratori addetti a mansioni gravose; la possibilità della riapertura dei contratti a termine per i disoccupati che non hanno usufruito degli ammortizzatori sociali; il nodo dell’esclusione dei lavoratori autonomi e parasubordinati che hanno cessato l’attività.

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Anche il presidente della Commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, da sempre interlocutore molto attento alle richieste di parte sindacale, appoggia le loro proposte e chiede con forza il rinvio della decisione sull’adeguamento alla speranza di vita che dovrebbe avvenire attraverso un decreto congiunto dei due Ministeri, del lavoro e dell’Economia. Cesare Damiano insiste perché: “Il tema della previdenza – ha detto Damiano – deve far parte della manovra e andranno affrontati alcuni argomenti: va corretta l’APE sociale equiparando i contratti a termine a quelli a tempo indeterminato; va individuata una misura che riconosca i lavori di cura ai fini pensionistici; va spostata a giugno del 2018 la decisione circa l’innalzamento dell’età previdenziale che dovrà comunque scattare dal 2019”.

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