di Maria Concetta Distefano in , ,

Pensioni 2017 news: Opzione Donna, le lavoratrici lanciano un sondaggio sui loro diritti


 

Le lavoratrici del gruppo “Movimento Opzione Donna”, che insieme ad altri gruppi organizzati su Facebook si battono per la proroga del regime previdenziale Opzione Donna” hanno lanciato un sondaggio per verificare lo “status di lavoratori e lavoratrici” alla luce degli interventi legislativi degli ultimi anni in materia di lavoro e di pensioni

Pensioni 2017 Opzione Donna per la proroga si aspetta settembre

Pensioni 2017 news: Opzione Donna, le lavoratrici lanciano un sondaggio sui loro diritti

Le donne lavoratrici iscritte al Movimento Opzione Donna, uno dei diversi gruppi, sorti su Facebook, che si battono per il diritto delle donne ad avere riconosciuta la specificità della loro situazione lavorativa sul piano previdenziale con la proroga del regime speciale Opzione Donna che consente loro di andare in pensione anticipata con 57 anni di età, 35 di contributi e il calcolo integralmente contributivo dell’assegno mensile, nella loro bacheca social hanno lanciato un sondaggio nella serie “Per non dimenticare”. Le domande che vengono rivolte sono due e riguardano tutti gli interventi legislativi in materia dei diritto del lavoro che sono stati “ispirati alla tutela del mercato del lavoro” e che vanno dalla legge Fornero del 2011 al Jobs Act del 2015.

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Le donne premesso che: “L’accesso alla pensione della donna e la quantificazione dell’ assegno pensionistico che percepirà per tutta la sua vita sono da considerarsi un continuum con l’intera vita lavorativa della donna, lanciamo un sondaggio per indagare se i seguenti interventi legislativi e politiche attuate”, chiedono se: “Hanno migliorato la vita lavorativa delle donne? Hanno migliorato la “speranza delle donne” in una futura pensione adeguata?”.

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Pensioni 2017 news: Opzione Donna, le lavoratrici lanciano un sondaggio sui loro diritti

Gli interventi legislativi a cui viene fatto riferimento sono:
a) la riforma del lavoro introdotta dalla c.d. legge Monti- Fornero e la disciplina di adeguamento dei requisiti anagrafici agli incrementi della speranza di vita per il diritto alla pensione delle donne;
b) il riordino del settore della tutela previdenziale con soppressione di istituti e trasferimenti delle funzioni all’Inps;
c) la riforma delle tipologie contrattuali con superamento di alcune tipologie contrattuali;
d) i benefici riconosciuti alle imprese per la stabilizzazione dei rapporti di lavoro in essere e le nuove assunzioni;
e) i nuovi regimi sanzionatori finalizzati a reprimere “falsi rapporti di collaborazione” e il “falso lavoro”;
f) gli sgravi e le agevolazioni contributive concessi alle imprese per le assunzioni/stabilizzazioni previste dal Jobs Act;
g) il c.d. CATUC, nuovo “contratto a tutele crescenti” approvato in attuazione del Jobs Act;
h) la nuova disciplina del licenziamento disciplinata dal CATUC con riguardo alla esclusione della reintegrazione nel posto di lavoro, ad eccezione delle ipotesi di licenziamenti nulli e discriminatori, e al riconoscimento indennizzo crescente con l’anzianità di servizio entro determinati limiti);
i) i nuovi trattamenti ASPI/NASPI nel tempo intervenuti in sostituzione delle precedenti forme di ammortizzatori sociali;
j) gli incentivi per le imprese in relazione alle assunzioni di lavoratori disoccupati di età inferiore a 50 anni e delle donne disoccupate;
k) gli interventi legislativi nell’ambito della conciliazione lavoro – famiglia introdotti in questi ultimi 5 anni, con riferimento anche all’uso volontario del part time o dell’orario ridotto delle donne lavoratrici;
l) le politiche attuate per consentire al maggior numero possibile di lavoratrici di restare nel mondo del lavoro fino al raggiungimento dell’età pensionabile legale, tenendo presente che in futuro per percepire una pensione dignitosa sarà sempre più importante avere una carriera lavorativa senza interruzioni con 40-45 anni di contribuzione (SPC report on Pensions Adequacy _Vol I)”

 

Foto in apertura pixabay.com TeroVesalainen

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