di Maria Concetta Distefano in , ,

Pensioni 2017 news: Opzione Donna, lettera pubblica delle lavoratrici per la proroga


 

Le lavoratrici che si battono per ottenere la proroga di Opzione Donna scrivono una lettera pubblica, indirizzata al premier Paolo Gentiloni, ai Ministri e ai parlamentari

Pensioni 2017 Opzione donna le lavoratrici si battono per la proroga

Pensioni 2017 news: Opzione Donna, lettera pubblica delle lavoratrici per la proroga

Il regime speciale di Opzione Donna è stato di fatto bloccato con l’ultima legge di Bilancio. La misura in questione, consente alle donne di andare in pensione con 57 anni di età, 35 anni di contributi e con il calcolo integralmente contributivo dell’assegno mensile. Nonostante le donne continuino a ribadire che i fondi stanziati per Opzione Donna siano stati spesi in miura inferiore rispetto a quanto preventivato e quindi ci sarebbe la possibilità di prorogare la misura anche per le donne nate dopo il 1957/1958, il Governo ha deciso al momento di interrompere il regime sperimentale.

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Sulla una delle pagine Facebook che raccolgono le lavoratrici che chiedono Opzione Donna, Movimento Opzione Donna, una delle amministratrici, Teresa Ginetta Caiazzo, ha pubblicato una lettera aperta al presidente del Consiglio dei Ministri, Paolo Gentiloni, ai Ministri e ai parlamentari, in cui scrive: “Ci siamo appellate a voi più volte per la Proroga e per la prosecuzione di Opzione Donna e per questo vi abbiamo fornito quelle che riteniamo giuste e circostanziate motivazioni. Vi abbiamo pregato di porre la necessaria attenzione ad “Opzione Donna”, ma non ci è giunto finora alcun cenno di riscontro da parte vostra.
Vi regolate come se non esistessimo e continuate a perseguire in forma unilaterale il vostro disegno di “portare a conclusione”, e cioè, di far morire, il regime “Opzione Donna” nonostante esso risponda ad un reale BISOGNO per migliaia e migliaia di Donne, e comporti indiscutibili ed elevatissimi vantaggi economici e sociali che vengono sistematicamente taciuti. In questo comportamento noi ravvisiamo aspetti di arbitrarietà (dal momento che la verifica d’impatto della Legge Maroni non è stata propriamente effettuata) e di incomprensibile crudeltà nei confronti di donne e lavoratrici non dissimili da quelle che la Legge 243 ha, nel momento in cui scriviamo, individuato e soddisfatto”.

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Con amarezza e determinazione la Caiazzo aggiunge: “Consideriamo opportuno mettervi a conoscenza delle riflessioni e delle reazioni che i vostri comportamenti e la vostra indifferenza suscitano nelle migliaia di donne che noi rappresentiamo, le quali continuano a far parte di quel mondo femminile obbligato a subire le decisioni di una classe politica indisponibile ad accogliere e discutere le istanze espresse dal basso”. Nel lungo post l’amministratrice del gruppo compie ricorda: “Nella risposta del Ministro del Lavoro alle interrogazioni Parlamentari su OD, sono venute meno alcune delle caratteristiche indicate qui, soprattutto là dove l’argomento della cristallizzazione del diritto “si schiaccia” sulla cristallizzazione del fondo (i risparmi di Od); se un “eventuale risparmio”, come si legge nella risposta del Ministro, “dovrebbe poter essere certificato solo quando si sarà consumato il diritto all’esercizio dell’opzione da parte di tutti i soggetti interessati”, perchè mai (per chi , e per cosa) è stato istituito il Contatore -ai sensi art 1 comma 281 Lds 2015 -che monitora gli accessi su base periodica, e ne dà conto al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali il quale a settembre di ogni anno trasmette una relazione alle Camere proprio sull’andamento della sperimentazione? Perchè questa fotografia deve essere scattata diciamo così “SOLO AL LIMITE”? E’, questo, ottemperare a quanto sancito dalla Legge di Bilancio? E poi: “eventuale risparmio” e “dovrebbe poter essere certificato”: sono forme di condizionale iperboliche e assolute, non traducibili nella realtà! Alcune delle interrogazioni erano corredate da tabelle e numeri nient’affatto ipotetici, ma perfettamente traducibili nella realtà : forse qualcosa è sfuggito al Ministro del Lavoro?”.

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E ancora: “Il Ministro del Lavoro asserisce che solo un intervento normativo -per il quale è necessario reperire l’opportuna copertura finanziaria- potrebbe costituire la base per estendere il beneficio di Opzione Donna. Ricordiamo qui che Opzione Donna produce risparmi per le casse statali; che la pensione è calcolata con il metodo contributivo (fino al 30 per cento in meno rispetto a un assegno pieno); che l’accesso è regolato secondo il meccanismo di attesa previsto dalle” finestre”; che una misura previdenziale specifica per le donne è necessaria, e non ha nulla a che fare con l’entomologia; che tutte le donne, a parità di requisiti, sono uguali; che è vergognoso (vergognoso) pensare di stilare classifiche e creare discriminazioni sulla base di parametri arbitrari e vaghissimi (per la serie: più dividi, meno resta). Ricordiamo che Opzione Donna è sopravvissuta alla riforma Fornero (legge vergognosa, tuttora in vigore: VERGOGNA!) e viene affossata dal Governo Renzi/Gentiloni; che Opzione Donna interessa migliaia e migliaia di donne; che le etichette coprono e non rimuovono il problema (“Settima salvaguardia, ottava salvaguardia. etc”: nella realtà: PERSONE VIVE E VERE). Ricordiamo che la Politica dovrebbe guardare all’oggi e anche al domani; che è pericoloso creare nuove fratture sociali su un terreno già segnato dalla disperazione, dalla povertà, dalla sfiducia, dalla mancanza di opportunità; che non servono doti di preveggenza speciali per intravedere un futuro (vicino) sempre più violento e imbarbarito, sempre meno capace di provare sentimenti condivisi”.

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