di Maria Concetta Distefano in , ,

Pensioni 2017 news: Opzione Donna, il M5S vuole la proroga


 

I deputati del Movimento 5 Stelle ritengono che il regime previdenziale Opzione Donna: “Va prorogato con i soldi che già ci sono o comunque trovando nuovi fondi”

Pensioni 2017 news: Opzione Donna, il M5S vuole la proroga

Pensioni 2017 news: Opzione Donna, il M5S vuole la proroga

Certamente il tema delle pensioni è molto sentito in diversi segmenti dell’elettorato che nella primavera prossima dovrà pronunciarsi sulla prossima legislatura e sul prossimo Governo del Paese. Stando alle dichiarazioni da parte dei ministri dell’attuale governo guidato dal premier Paolo Gentiloni, a partire dal titolare del dicastero dell’economia e di quello del Lavoro, rispettivamente Giancarlo Padovan e Giuliano Poletti, relativamente alle risorse molto limitate che potranno essere dedicate la capitolo previdenza nella prossima legge di Stabilità, i gruppi parlamentari si apprestano a utilizzare il capitolo previdenza come uno dei capisaldi del prossimo confronto elettorale. In questo senso il gruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera dei Deputati sulla propri pagina ha pubblicato la notizia di un’interrogazione parlamentare rivolta al ministro del Lavoro Giuliano Poletti che ha come prima firmatararia la deputata portavoce Tiziana Caprini.

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Con questo nuovo atto parlamentare il gruppo del Movimento 5 Stelle chiede al Governo di prorogare il regime sperimentale di Opzione Donna come uno degli strumenti che consentono di superare le rigidità “folli”, contenute nella Legge Fornero, “rafforzando tutti i percorsi di pensionamento anticipato”. I deputati grillino scrivono che Opzione Donna che: “Permette alle lavoratrici con 57-58 anni e ben 35 di contributi di andare in quiescenza subito, optando in toto per il regime contributivo che è comunque penalizzante sul fronte dell’assegno, con una perdita secca del 25-30%”, può essere prorogata: “ utilizzando le risorse non sfruttate o comunque rifinanziando il provvedimento”.

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Inoltre il gruppo del Movimento 5 Stelle ricorda che: “La sperimentazione si era chiusa a fine 2015 e si era deciso di includere solo 4mila lavoratrici nate nel quarto trimestre degli anni ’57 e ’58 che erano rimaste fuori per effetto dell’incremento dell’aspettativa di vita. Ma una nota dell’Inps prevede l’accesso di un contingente di 36mila donne già in possesso dei requisiti al 31 dicembre 2015 e con la possibilità di presentare la domanda in qualsiasi momento successivo a tale data. Immaginando l’ingresso di queste 36mila lavoratrici in modo scaglionato nel 2016-2018 avremmo una maggiore spesa previdenziale di 2,5 miliardi nel periodo 2016-2021, ma ipotizzando di allargare ogni anno, in quello stesso triennio, il regime a una platea di aderenti costante di 36mila persone, i benefici a partire dagli anni 2030-2032 ammonterebbero per lo Stato addirittura a 24 miliardi circa”. Pertanto i deputati pentastellati ritengono che: “Opzione donna’ va prorogata con i soldi che già ci sono o comunque trovando nuovi fondi. Non solo perché è eticamente giusto, ma perché in prospettiva fa risparmiare tanto danaro. Secondo i dati forniti dall’Inps, in totale le pensioni di ‘Opzione donna’ erogate dal 2016 fino al gennaio 2017 sono 18.743: di queste, 14.083 sono del settore privato e 4.660 del settore pubblico. Ma le risorse non utilizzate per il 2016, certificate sempre dall’Istituto di previdenza, ammontano a circa 58 milioni. Questi fondi, legati al cosiddetto ‘contatore’, vanno utilizzati per proseguire la sperimentazione e non devono assolutamente essere fagocitati da altri capitoli di bilancio”.

Foto in apertura Pixabay.com nile

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