di Maria Concetta Distefano in , ,

Pensioni 2017 news: Opzione Donna presentata interrogazione per la proroga


 

Alcuni componenti della Commissione Lavoro al Senato hanno presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro del Lavoro e delle Poliche sociali “sulla prosecuzione della sperimentazione del regime Opzione Donna”. Le lavoratrici hanno commentato con un filo di speranza che qualcosa si sta muovendo

Pensioni Opzione Donna interrogazione parlamentare

Pensioni 2017 news: Opzione Donna presentata interrogazione per la proroga

Le lavoratrici che stanno portando avanti la battaglia per ottenere la proroga del regime previdenziale Opzione Donna, durante la giornata della manifestazione del 23 marzo scorso a Roma per sensibilizzare il Governo e l’opinione pubblica sulla loro vertenza, hanno chiesto a gran voce ai parlamentari di vigilare sui fondi non spesi, ma stanziati per finanziare la misura. Inoltre una delegazione di lavoratrici del gruppo Facebook “Movimento Opzione Donna” lo scorso 8 marzo aveva avuto un incontro informale con i componenti della Commissione Lavoro del Senato in cui hanno ribadito la richiesta di prorogare Opzione Donna.

LEGGI TUTTO SULLA RIFORMA DELLE PENSIONI 2017!

Pensioni 2017 news: Opzione Donna presentata interrogazione per la proroga

Oggi le lavoratrici dei due gruppi Facebook, “Movimento Opzione Donna” e “Opzione Donna Proroga al 2018” che si stanno adoperando per ottenere la proroga hanno postato l’importante novità della presentazione di un’interrogazione parlamentare da parte dei senatori Catalfo, Puglia e Paglini, membri della Commissione Lavoro al Senato, in considerazione del fatto che: “La nota tecnica Inps del 28 agosto 2015 prevede l’accesso di un contingente di 36.000 donne già in possesso requisiti al 31 dicembre 2015 con possibilità di presentare domanda in qualsiasi momento successivo alla prima decorrenza utile maturata nel regime sperimentale e, quindi, successiva alla data del 31 dicembre 2015;
per questo contingente di lavoratrici gli oneri pensionistici a carico dello Stato dal 2016 al 2021 ammontano a 2,555 milioni di euro. A partire dal 2022 inizieranno i “risparmi” e nel 2028 si concretizza il punto di pareggio con un “risparmio” di oneri previdenziali stimabile in circa 300 milioni di euro annui, per effetto del quale dal 2029 lo Stato “guadagnerà” quasi 300 milioni di euro all’anno, fino al decesso delle persone interessate;
ne consegue che, ipotizzando una vita residua media di circa 20 anni, a partire dal 2029, il guadagno complessivo sulle 36.000 donne sarà pari a circa 6 miliardi di euro;
se si estendesse la proroga al 31 dicembre 2018, l’ampliamento della platea di donne aderenti al regime sperimentale apporterebbe ulteriori benefici alle casse dello Stato: a titolo esemplificativo, ipotizzando di estendere ad una platea di aderenti costante pari a 36.000 unità all’anno per il triennio 2016-2018, i benefici per lo Stato decorrerebbero a partire dagli anni 2030-2032, e il risparmio complessivo ammonterebbe a circa 24 miliardi di euro;
le risorse non utilizzate nel 2016 atte a consentire il prosieguo della sperimentazione ammontano a circa 58 milioni di euro e risultano certificate dal confronto tra i dati Inps della nota tecnica e quelli della tabella fornita dall’Inps in data 2 febbraio 2017 in risposta all’interrogazione dell’on. Polverini 5-10456 avente ad oggetto le pensioni liquidate, in attuazione delle disposizioni dell’articolo 1, comma 9, relative all’opzione donna: a) nota tecnica Inps del 28 agosto 2015: accessi all’opzione donna previsti per l’anno 2016 pari a 22.900 (dipendenti e autonome del settore privato e settore pubblico) con un onere previsto di 160 milioni di euro; b) tabella Inps del 2 febbraio 2017: accessi all’opzione donna previsti per l’anno 2016 pari a 16.790 (dipendenti e autonome del settore privato e settore pubblico);
ai sensi del citato comma 281, tali risparmi, conseguenti al ridotto impiego di risorse per oneri previdenziali relativi ad un minor accesso di donne lavoratrici nell’anno 2016 (16.790 di accessi effettivi) rispetto a quelli stimati (22.900 di accessi previsti), devono essere impiegati per la prosecuzione del regime sperimentale, consentendo ad un ulteriore contingente di donne di usufruire del regime sperimentale opzione donna”.

Pensioni 2017 news: Opzione Donna presentata interrogazione per la proroga

Pertanto I firmatari interrogano il Ministro del Lavoro e delle Poliche sociali, chiedendo di sapere: “Come il Ministro in indirizzo intenda ottemperare agli adempimenti di cui all’art. 1, comma 281, della legge n. 208 del 2015, dando attuazione a quanto previsto dalla legge n. 243 del 2004 e destinando i risparmi relativi ad una proroga al 2018 di “opzione donna”, assumendo le opportune iniziative normative.

In apertura foto pixabay.com nile

© Tutti i diritti riservati. Vietata ogni forma di riproduzione

Metti mi piace a UrbanPost

Leggi anche

Commenta via Facebook