di Maria Concetta Distefano in , ,

Pensioni 2017 news: Opzione Donna verrà discussa nella fase 2, preoccupazione per le altre misure


 

Mentre Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil, si schiera dalla parte delle lavoratrici che si battono per la proroga di Opzione Donna, i sindacati esprimono le loro preoccupazioni per le altre misure della riforma delle pensioni in attesa di essere attuate

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Le lavoratrici che con forza continuano a chiedere la proroga del regime previdenziale, Opzione Donna, che consente un anticipo della pensione a 57-58 anni, 35 di contributi, accettando in cambio il più penalizzante calcolo interamente contributivo del trattamento pensionistico, ribadiscono la centralità del lavoro di cura familiare di cui spesso si fanno carico le donne e ne chiedono il riconoscimento a fini pensionistici. Il segretario confederale della Cgil, Roberto Giselli, sostiene questa causa affermando che il sistema previdenziale dovrebbe riconoscere il diverso di carico di lavoro delle donne e delle norme specifiche che assicurino: “La possibilità di conciliazione conciliazione del lavoro professionale con quello di cura, che grava quasi esclusivamente sulle donne”. In un’intervista a BlastingNews, l’esponente sindacale ha spiegato che la questione sarà discussa nella fase 2 del confronto tra Governo e sindacati: “Per noi prevedere il riconoscimento del lavoro di cura, per i figli ma anche per gli altri famigliari in caso di non autosufficienza, è urgente e giusto”.

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Nel frattempo il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ha espresso le sue preoccupazioni che riguardano più in generale tutti i lavoratori in attesa di andare in pensione, in quanto potrebbero non esserci più ulteriori modifiche migliorative delle misure previdenziali contenute nella legge di Bilancio 2017. Susanna Camusso ne ha discusso con il presidente della Commissione Lavoro alla Camera, Cesare Damiano e con l’esponente del Partito Democratico, Andrea Orlando, sottolineando le ripercussioni sui lavoratori in caso di elezioni anticipate: “La fine anticipata delle legislatura, che andrebbero a ricadere interamente sulla condizione dei lavoratori e delle fasce deboli della popolazione”, dal momento che non sarebbe possibile neanche prevedere tutele di tipo. Il segretario della Cgil, così come riporta l’agenzia di stampa Agi, ha comunque considerato molto positivo il confronto con i due esponenti del Pd, e ha auspicato altri incontri in futuro.

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Damiano e Orlando hanno incontrato anche gli altri leader sindacali oltre la Camusso, i segretari di Cisl e Uil, spiegando: “È stato avviato un dialogo sui temi che riteniamo strategici per il Paese, che si spera possa proseguire”. Le parti si sono trovati d’accordo su molti punti, tra i più importanti: “L’esigenza di riprendere il confronto tra Governo e sindacati sulla previdenza, soprattutto per individuare una soluzione legislativa sulla ‘pensione contributiva di garanzia’ che ha l’obiettivo di assicurare una previdenza dignitosa per le nuove generazioni”. In realtà il confronto tra Governo e sindacati al momento sembra essersi bloccato, né sembra possa essere ripreso se si dovesse entrare in campagna elettorale in vista delle elezioni politiche, anche se con l’affossamento della legge elettorale alla Camera, anche questa ipotesi sembra di difficile realizzazione.

Foto in apertura pixabay.com stevpb

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