di Maria Concetta Distefano in , ,

Pensioni 2017 news: pensione anticipata a 64 anni nel 2017? Ecco le novità



 

Cesare Damiano e Maria Luisa Gnecchi sono impegnati nel cercare di rimuovere i paletti che limitano la pensione a 64 anni, per consentire ai lavoratori nati nel 1952 l’uscita anticipata dal lavoro

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Pensioni anticipate 2017: Cesare Damiano e Maria Luisa Gnecchi impegnati ad allargare la platea

Il presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, Cesare Damiano, che ha svolto un importante ruolo di cerniera tra il Governo, il Parlamento e le parti sociali nel lungo confronto che ha prodotto le misure di modifica del sistema previdenziale approvate insieme all’ultima manovra economica, ha informato che insieme alla collega di partito e componente della stessa Commissione, Maria Luisa Gnecchi, oggi, terranno una conferenza stampa dove faranno il punto sulla “norma eccezionale della Legge Fornero per i nati nel ‘52″. L’ex ministro del Lavoro ed esponente di una delle componenti di minoranza del Pd più dialogante con l’ex premier Matteo Renzi, ha comunicato che: “È necessario informare le donne del 1952 del settore privato e gli uomini che hanno perfezionato Quota 96 nel 2012, che hanno diritto ad andare in pensione a 64 anni e 7 mesi.”

Pensione anticipata 2017: anche per i lavoratori del settore privato?

Cesare Damiano e Maria Luisa Gnecchi ribadiscono la volontà di provare a superare alcune limitazioni sulla possibilità per i lavoratori nati nel 1952 di andare in pensione a 64 anni. Si tratta delle lavoratrici nate nel 1952 e dei loro colleghi uomini che hanno maturato i requisiti della Quota 96 come somma di età e contributi entro il 2012 e perciò hanno il diritto di pensionamento anticipato a 64 anni e sette mesi. Per questa tipologia di pensionamento anticipato ci sono alcune limitazioni che Damiano- Gnecchi vogliono provare ad allargare. Su questo punto, va segnalato che il Ministero del Lavoro in un chiarimento ha esplicitato che il diritto alla pensione spetta anche a quei lavoratori che fino al 28 dicembre 2011 avevano un’attività lavorativa autonoma, erano senza occupazione o svolgevano la loro attività lavorativa nell’ambito di un ente pubblico. In questi ultimi tre casi viene richiesto che la contribuzione versata deve riferirsi solo al lavoro dipendente escludendo la contribuzione volontaria, il riscatto di periodi di studio, il servizio militare o altre forme simili, il periodo di maternità trascorso fuori dal lavoro dipendente. Tutto ciò viene esplicitato nella circolare Inps 196/2016, in cui è scritto che: “….si ritiene possibile aderire ad una interpretazione in bonam partem del comma 15 bis cit., secondo la quale il diritto di accesso al pensionamento può essere esercitato anche da coloro che alla data di entrata in vigore della riforma Fornero prestavano attività di lavoro autonomo, svolgevano attività di lavoro presso una pubblica amministrazione o erano privi di occupazione, purché fossero comunque in possesso del requisito anagrafico e dell’anzianità contributiva richiesta dalla norma in esame maturata in qualità di lavoratori dipendenti del settore privato”.

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Pensioni 2017 news: ecco le novità

I deputati del Partito democratico hanno pubblicato un dossier in cui vengono spiegate nei dettagli le “Importanti misure relative alle pensioni contenute nella nuova legge di bilancio”. Il documento è intitolato “Pensioni 10 passi in avanti“, dove vengono spiegate le novità sull’opportunità del pensionamento anticipato, a 63 anni in anticipo di 3 anni e 7 mesi a partire dai 63 anni e l’ottava salvaguardia per i lavoratori cosiddetti esodati che garantisce la copertura per altri 30.700 lavoratori che erano rimasti fuori dalle precedenti tutele e anche la proroga di Opzione Donna estesa alle lavoratrici che hanno compiuto 57 anni se dipendenti o 58 se autonome entro il 31 dicembre 2015.

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