di Maria Concetta Distefano in , ,

Pensioni 2017 news: pensioni dei parlamentari, ecco la proposta del Movimento 5 Stelle


 

Il Movimento 5 Stelle preenterà una proposta di legge per equiparare le pensioni dei parlamentari a quella degli altri lavoratori dipendenti, ma in Parlamento ci sono già altre proposte di legge

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Il Movimento 5 Stelle attraverso i deputati Luigi Di Maio, Riccardo Fraccaro e Claudia Mannino lunedì 27 febbraio presenterà presso la sala stampa di Montecitorio una proposta di legge relativa alle pensioni dei parlamentari. Da diverso tempo i pentastellati si sono intestati la battaglia dell’equiparazione delle pensioni dei parlamentari a quella degli altri lavoratori dipendenti. Nell’ultimo periodo il tema della cancellazione dei vitalizi e delle pensioni uguali per tutti non è stata una prerogativa solo del Movimento di Beppe Grillo, perché anche l’ex premier Matteo Renzi ha rilanciato dichiarando che: “Bisogna andare subito al voto per evitare che scattino i vitalizi”.

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Ma già nel 2012 in Parlamento sono stati aboliti i vitalizi e al loro posto è stata introdotta la pensione da parlamentare che viene calcolata con il sistema contributivo, quindi calcolata sulla base dei contributi versati dai singoli deputati. In questo modo le pensioni degli onorevoli e dei senatori avranno un importo più basso dei vitalizi precedenti a questa modifica. I parlamentari versano in uno specifico Fondo pensioni l’8,8% della loro indennità lorda, circa 800 euro al mese, che si aggiunge al versamento di Camera o Senato che ammonta circa 1.500 euro al mese per ciascun parlamentare.

Il diritto alla pensione viene maturato dai deputati e dai senatori al raggiungimento dei 65 anni, ma solo se l’ex parlamentare abbia svolto il suo mandato per un minimo di 4 anni, sei mesi e un giorno. Se questa legislatura venisse interrotta prima del 15 settembre 2017, i deputati di prima legislatura, nel caso in cui non verrebbero rieletti, perderebbero il diritto alla pensione insieme a tutti i contributi versati. Matteo Renzi non vuole farsi scippare questo argomento anti-casta dal Movimento 5 Stelle, e così potrebbe rilanciare la proposta presentata da un deputato a lui vicino come Matteo Richetti che prevede il versamento dei contributi dei parlamentari alle casse previdenziali in cui già versavano prima di essere eletti e non al Fondo pensioni di Camera e Senato.

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