di Maria Concetta Distefano in , ,

Pensioni 2017 news: Quota 41 amara, i lavoratori chiedono l’abolizione delle condizioni


 

I lavoratori che aspirano ad andare in pensione con 41 anni di contributi sono sempre più delusi e amareggiati di non trovare il giusto ascolto presso le istituzioni. Questi lavoratori, ormai contro l’attuale Quota 41, che permette solo ad alcuni di loro di poter accedere alla pensione, chiedono che vengano abolite tutte le condizioni poste dall’ultima legge di Bilancio

Riforma pensioni, quota 41 i lavoratori chiedono che si aboliscano le condizioni

Pensioni 2017 news: Quota 41 amara, i lavoratori chiedono l’abolizione delle condizioni

I lavoratori che si sono ritrovati sui social uniti per ottenere l’agognata pensione anticipata dopo avere versato 41 anni di contributi, in seguito a mesi di battaglie, confronti con il Governo e diverse manifestazioni per sensibilizzare sulla loro vertenza, hanno ottenuto un risultato sicuramente ragguardevole, ma molto contenuto. La cosiddetta Quota 41 senza limiti anagrafici è entrata tra i criteri per anticipare l’uscita dal lavoro, ma riguarderà solo un’esigua parte di questa categoria di lavoratori. Le condizioni poste per accedere alla pensione con la Quota 41 sono molto restrittive, in quanto essa viene riconosciuta a tutti quei lavoratori dipendenti, iscritti all’assicurazione obbligatoria generale, ai dipendenti pubblici e ai lavoratori autonomi che hanno versato minimo 12 mesi di contributi per lavoro effettivo prima del compimento dei 19 anni e che abbiano maturato anzianità contributiva prima del 31 dicembre 1995.

LEGGI TUTTO SULLA RIFORMA DELLE PENSIONI 2017!

Pensioni 2017 news: Quota 41 amara, i lavoratori chiedono l’abolizione delle condizioni

Accanto a questi requisiti generali devono ricorrere l’altra condizione necessaria per beneficiare della tutela, ovvero essere:
> disoccupati per licenziamento, anche collettivo, dimissione per giusta causa o scioglimento consensuale del rapporto di lavoro che hanno terminato di usufruire del periodo di disoccupazione da almeno tre mesi;
> lavoratori che assistono da almeno sei mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave, ex art 3 comma 3 legge 104/1992;
> lavoratori inabili, con un’invalidità civile riconosciuta almeno del 74%
> lavoratori dipendenti che da almeno sei anni continuativi sono addetti ad attività particolarmente difficoltose e rischiose o a mansioni usuranti o lavori notturni individuati tra gli usuranti di cui Dlgs 67/2011.

Pensioni 2017 news: Quota 41 amara, i lavoratori chiedono l’abolizione delle condizioni

Inoltre la legge di Bilancio ha anche posto dei limiti di bilancio, poiché il beneficio potrà essere erogato fino all’esaurimento delle risorse già programmate: 360 milioni di euro nel 2017, 550 milioni di euro nel 2018, 570 milioni di euro nell’anno anno 2019 e 590 milioni di euro annui dall’anno 2020 in poi. Nel caso in cui le richieste dovessero superare le risorse programmate la decorrenza della prestazione avrà decorrenza dal 1° maggio 2017, ma l’erogazione della prestazione verrà differita. Di quest’ultimo passaggio si aspetta la conferma nel testo del decreto attuativo che dovrebbe essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale entro pochi giorni. I lavoratori chiedono che tutte queste condizioni che presuppongono un disagio e 12 mesi lavorativi prima dei 19 anni, vengano tolte e si permetta a questi soggetti, con una lunga carriera professionale alla spalle, di andare in pensione per il solo fatto di avere versato 41 anni di contributi. La richiesta dei lavoratori con 41 anni di contributi trova la sua ufficialità nella proposta contenuta nel disegno Baretta-Damiano. Sui social si legge tutto lo scontento dei lavoratori: “Siamo stanchi di anni di promesse e smentite. Chiediamo una revisione che permetta un sano turn over nel mondo del lavoro, perché siamo stufi di essere considerati il Bancomat dello Stato, siamo stufi di dover pagare per errori commessi da una vecchia classe politica, siamo stufi dopo 38/40 e più anni di lavoro di sentirci ripetere che siamo troppo giovani per la pensione e troppo vecchi per un nuovo lavoro, siamo stufi di vedere i nostri figli “ pietire” un lavoro in nero o sottopagato o part-time pagato con i voucher e senza alcuna tutela contrattuale o giuridica che possa difenderli”.

© Tutti i diritti riservati. Vietata ogni forma di riproduzione

Metti mi piace a UrbanPost

Leggi anche

Commenta via Facebook