di Maria Concetta Distefano in , ,

Pensioni 2017 news: riforma pensioni, due nuove proposte dal Governo, ecco i dettagli


 

Il Governo ha portato oggi al confronto con i sindacati due nuove proposte per la riforma delle pensioni, ecco i dettagli e le reazioni dei sindacati

Pensioni 2017 news: riforma pensioni, governo porta due nuove proposte, dettagli e reazioni dei sindacati

Pensioni 2017 news: riforma pensioni, due nuove proposte dal Governo, ecco i dettagli

Il Governo ha portato oggi, al confronto con i sindacati, altre due proposte riguardanti la riforma delle pensioni, che si vanno ad aggiungere a quelle già presentate lunedì scorso, 13 novembre. La prima delle due proposte riguarda l’estensione della sospensione dell’aumento di 5 mesi dell’età pensionabile già prevista per 15 categorie riconosciute come gravose. Il Governo sarebbe disponibile ad ampliare le categorie di lavoratori esentate dall’innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni dal 2019, ma la proposta resterebbe comunque limitata e non applicabile all’universalità dei lavoratori. Relativamente alla questione dell’esenzione dall’aumento dei 5 mesi non è marginale l’iter necessario per beneficiarne. I lavoratori interessati per avere il riconoscimento dovrebbero ottenere dall’Inps la certificazione del possesso dei requisiti, ovvero dimostrare di avere svolto una delle 15 attività gravose per almeno sette anni negli ultimi dieci prima del pensionamento, così come avviene per ottenere l’Ape social. La trafila, finora, ha fatto nascere grandi ritardi, poiché è necessaria la collaborazione anche del datore di lavoro, sia per beneficiare dell’Ape social che del pensionamento anticipato con la Quota 41, per i lavoratori precoci. Di fatto, le complicazioni burocratiche potrebbe spingere molti lavoratori a rinunciare allo sconto di 5 mesi per l’accesso alla pensione.

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La seconda proposta riguarda l’istituzione di un fondo per potenziali risparmi di spesa per permettere la proroga dell’Ape social. In pratica con la legge di Bilancio l’Ape social potrebbe passare dall’attuale natura sperimentale a strutturale e prevedere ulteriori modifiche delle platee beneficiarie. Questa seconda proposta potrebbe contenere il riconoscimento del lavoro di cura quanto meno rispetto alle donne. Anche se la battaglia delle lavoratrici si concentra sull’ottenimento della proroga dell’Opzione Donna al 2018, regime previdenziale che potrebbe ancora essere finanziato, almeno in parte, dalle risorse economiche a tale scopo stanziate ma non spese. Molti punti sulla riforma delle pensioni che sono stati concordati tra Governo e sindacati l’anno scorso non sono stati affrontati, come la pensione di garanzia per i giovani lavoratori, la flessibilità di uscita dal lavoro con il sistema contributivo, la rivalutazione dei trattamenti pensionistici.

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Davanti a queste ulteriori proposte del Governo, la Cgil, in particolare, considera ancora insufficiente il pacchetto di provvedimenti elaborato da Palazzo Chigi. Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, ha dichiarato: “Dal punto di vista degli impegni assunti dal governo nel settembre 2016 rispetto alla fase due, le distanze mi paiono evidenti. Troppo ristretta anche con la proposta fatta oggi, la platea dei beneficiari delle agevolazioni sull’aumento dell’età per la pensione”. Mentre per quanto riguarda le donne Camusso ha evidenziato: “Nessuna disponibilità da parte del governo” sui giovani. Per quanto riguarda gli esentati dall’innalzamento dei requisiti per la pensione, secondo la leader della Cgil: “Continuiamo a parlare di una platea molto ridotta, non cambiano il numero e le dimensioni. Dunque confermiamo quella valutazione di grande insufficienza che avevamo anticipato. Non siamo di fronte a un quadro che risponde alle nostre richieste e agli impegni assunti. Confermiamo la necessità che si risponda con la mobilitazione che la mia organizzazione nelle prossime ore deciderà“. Posizioni meno critiche sono state espresse da Anna Maria Furlan, segretario generale della Cisl, che ha invece rilevato: “Nuove proposte importanti da portare a casa“, mentre, Carmelo Barbagallo, leader della Uil, ha sottolineato aspetti: “Positivi, altri meno, altri ancora da approfondire”, richiedendo altri chiarimenti: “Sulle risorse e in particolare su giovani e donne“. Nonostante le distanze e le critiche della parte sindacale è stato fissato un nuovo ulteriore incontro martedì 21 novembre.

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