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Pensioni 2018 abolizione Legge Fornero: è attuabile? La risposta della Corte dei Conti

Abolizione della Legge Fornero per le Pensioni. Con l’introduzione della cosiddetta Quota 100. L’uscita dal lavoro a 64 anni, dunque con la Quota 100, potrebbe comportare un taglio dell’assegno di almeno l’8% secondo una prima stima. Calcolando questa riduzione su un lavoratore che lascia il lavoro con uno stipendio mensile di 1200 euro, con le regole attuali andrebbe in pensione a 67 anni con un assegno di 900 euro al mese; con la quota 100 lascerebbe a 64 anni con 828 euro di assegno, pari a quasi una mensilità in meno ogni anno. Come già spiegato in questo articolo, la novità di questi giorni è un decreto legge pubblicato nella Gazzetta ufficiale venerdì, ma approvato il 15 maggio scorso, quando il governo Conte non era ancora in carica e Luigi Di Maio non era ministro del Lavoro. La legge ha fissato un nuovo adeguamento che comporterà un taglio medio dell’1,2% per chi andrà in pensione nel 2019. L’adeguamento vale solo per le pensioni calcolate con il metodo contributivo. Ma abolire la Legge Fornero sarà possibile? Ecco la risposta della Corte dei Conti.

Pensione di cittadinanza

Abolizione Legge Fornero: il parere della Corte dei Conti

L’insieme delle evidenze oggi disponibili e «soprattutto» le proiezioni di lungo periodo spingono «a ritenere che sono stretti se non del tutto esauriti, gli spazi per ulteriori attenuazioni degli effetti correttivi» della legge Fornero, «a meno di un ripensamento complessivo» del sistema previdenziale. Così la Corte dei Conti nel Rapporto 2018 sul coordinamento della finanza pubblica presentato alla Camera. Dopo aver rimarcato che «specie in campo previdenziale, le politiche pubbliche dell’oggi influiscono sulla spesa di domani», la Corte avvisa che «è cruciale non creare debito pensionistico aggiuntivo». «Certamente la correzione effettuata con la legge Fornero è stata brusca, ma è la virulenza della crisi sovrana che l’ha imposta», ha scritto la Corte di conti nel Rapporto 2018 sul coordinamento della finanza pubblica, presentato a Montecitorio.

Come funzionerebbe la Quota 100

Cosa sappiamo sulla quota 100 per quanto concerne la Riforma Pensioni 2018 proposta dal Governo Conte? Come abbiamo già evidenziato più volte, si tratta della possibilità di uscire dal lavoro quando la somma degli anni di contributi versati e l’età anagrafica dà un risultato pari a 100 anni. Questo vuol dire che se si hanno 20 anni di contributi si andrà in pensione a 80? Assolutamente no. La Pensione Quota 100, infatti, non andrebbe a sostituire la pensione di “vecchiaia”. Si ritornerebbe, in somma, al periodo precedente alla Riforma Fornero. A oggi sopravvivono alcune tipologie residuali di pensione di anzianità con le quote: si tratta delle pensioni degli addetti ai lavori usuranti, delle pensioni dei beneficiari delle salvaguardie e del cosiddetto salvacondotto. Ma anche se si andrebbe in pensione prima lo si farebbe con meno soldi.Pensioni 2017 news: Opzione donna o Ape social donna, incognite e novità

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