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Pensioni 2018 accredito aprile: ritardo nei pagamenti, ecco la nuova data

La pensione di aprile tarderà ad arrivare. Complice la Pasqua e Pasquetta, che cadono nel primo e nel secondo giorno del mese, il pagamento dell’assegno da parte dell’Inps slitterà a martedì 3 aprile. E questo riguarda sia gli accrediti alle Poste che presso gli istituti bancari. Il nuovo calendario delle pensioni è stato deciso con la legge di bilancio 2018. “Al fine di razionalizzare e uniformare le procedure e i tempi di pagamento delle prestazioni previdenziali corrisposte dall’INPS, i trattamenti pensionistici, gli assegni, le pensioni e le indennità di accompagnamento, erogati agli invalidi civili, nonché le rendite vitalizie dell’Inail – si legge sul sito dell’Inps – sono posti in pagamento il primo giorno di ciascun mese o il giorno successivo se il primo è festivo o non bancabile, con un unico mandato di pagamento, ove non esistano cause ostative”.

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Pensioni 2018, quali scenari con l’abolizione della Legge Fornero?

Cosa succederebbe se venisse abolita la Riforma della pensioni del 2011? Cambierebbe l’età per accedere alla pensione di vecchiaia e si ritornerebbe alle vecchie quote con le differenze tra lavoratori dipendenti e autonomi e tra lavoratori pubblici e privati.

Per i lavoratori dipendenti fino al 2018 si potrebbe accedere a:

  • pensione di anzianità: quota 97,6 con almeno 35 anni di contributi e 61 anni e 7 mesi di età e attesa di 12 mesi per la finestra dalla maturazione dell’ultimo requisito;
  • pensione di anzianità: 40 anni di contributi e 15 mesi di attesa per la finestra:
  • pensione di vecchiaia: 65 anni e 7 mesi di età e 20 anni di contributi, per gli uomini e le dipendenti pubbliche; 61 anni e 10 mesi di contributi per le lavoratrici del settore privato e finestra di attesa di 12 mesi.

Per i lavoratori autonomi lo scenario per il 2018 potrebbe essere:

  • pensione di anzianità: quota 98,6, con 35 anni di contributi e 62 anni e 7 mesi di età e finestra pari a 18 mesi dalla maturazione dell’ultimo requisito;
  • pensione di anzianità: 40 anni di contributi e una finestra di attesa di 21 mesi,
  • la pensione di vecchiaia: 65 anni e 7 mesi di età e 20 anni di contributi, per gli uomini, e con 61 anni e 10 mesi di contributi per le lavoratrici del settore privato e una finestra di attesa di 18 mesi.

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Abolizione della Legge Fornero: quanto costa?

La Ragioneria dello Stato ha previsto il valore dell’eliminazione della Legge Fornero: si stima un costo di circa 350 miliardi di euro da qui fino al 2060. Un buco che si farebbe sentire maggiormente tra il 2020 e il 2030 con un sacrificio di un punto di Pil ogni anno, circa 17 miliardi di euro, con un massimo di 1,4 punti (23,8 miliardi di euro) tra 2 anni.

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