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Pensioni 2018 accredito giugno: ritardo nei pagamenti, ecco la nuova data

Come già accaduto ad aprile e maggio, anche a giugno ci saranno ritardi sugli accrediti delle pensioni 2018. Anche durante il sesto mese dell’anno, dunque, i pensionati dovranno pazientare un po’ più del solito per l’agognato assegno Inps. Semplici motivi di “calendario”. Come sanno tutti infatti, il due giugno sia gli istituti di credito che gli uffici postali saranno chiusi per la festa della Repubblica. Il primo giugno, invece, capita di venerdì. Il pagamento delle pensioni avverrà dunque a partire dal quarto giorno del mese, come del resto indicato nel calendario pubblicato dall’INPS lo scorso gennaio: l’accredito delle pensioni per giugno 2018 è previsto per giorno 4.

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Pensioni 2018, quali scenari con l’abolizione della Legge Fornero?

Cosa succederebbe se venisse abolita la Riforma della pensioni del 2011? Cambierebbe l’età per accedere alla pensione di vecchiaia e si ritornerebbe alle vecchie quote con le differenze tra lavoratori dipendenti e autonomi e tra lavoratori pubblici e privati.

Per i lavoratori dipendenti fino al 2018 si potrebbe accedere a:

  • pensione di anzianità: quota 97,6 con almeno 35 anni di contributi e 61 anni e 7 mesi di età e attesa di 12 mesi per la finestra dalla maturazione dell’ultimo requisito;
  • pensione di anzianità: 40 anni di contributi e 15 mesi di attesa per la finestra:
  • pensione di vecchiaia: 65 anni e 7 mesi di età e 20 anni di contributi, per gli uomini e le dipendenti pubbliche; 61 anni e 10 mesi di contributi per le lavoratrici del settore privato e finestra di attesa di 12 mesi.

Per i lavoratori autonomi lo scenario per il 2018 potrebbe essere:

  • pensione di anzianità: quota 98,6, con 35 anni di contributi e 62 anni e 7 mesi di età e finestra pari a 18 mesi dalla maturazione dell’ultimo requisito;
  • pensione di anzianità: 40 anni di contributi e una finestra di attesa di 21 mesi,
  • la pensione di vecchiaia: 65 anni e 7 mesi di età e 20 anni di contributi, per gli uomini, e con 61 anni e 10 mesi di contributi per le lavoratrici del settore privato e una finestra di attesa di 18 mesi.

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Come funziona la Pensione di Cittadinanza?

Chi ha problemi economici e ad esempio percepisce un assegno di soli 400 euro, che non gli permette di vivere una vita dignitosa, beneficerà di un incremento di 380 euro, così da arrivare ai 780 euro suddetti. Così funzionerà, nelle idee di Lega e Movimento 5 Stelle, la Pensione di cittadinanza. L’importo di riferimento dovrebbe subire un incremento a seconda del numero di familiari a carico ad esempio per la coppia si sale a 1.170 euro. Questo aspetto però non è stato approfondito dal testo del contratto di Governo.

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