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Pensioni novità 2018, assegni in lire saranno aggiornati? Ecco le richieste dei sindacati

Pensioni 2019, come si andrà via dal lavoro con il nuovo anno? Ecco tutte le notizie in merito. In un periodo frenetico dove il Governo Conte si sta impegnando a mutare gli assetti previdenziali, andiamo a scoprire quali saranno intanto le nuove regole per andare in pensione a partire da giorno 1 gennaio. Contrariamente a quanto ci si potrebbe attendere, le novità affermano che gli italiani dovranno attendere più tempo per ritirarsi dal lavoro e accedere al tanto agognato assegno pensionistico. Ma vediamo, qui di seguito, quali sono i nuovi requisiti per la Pensione 2019. Intanto, ecco tutto quello che c’è da sapere sulla nuova richiesta dei sindacati per l’adeguamento dell’importo degli assegni versati, inizialmente, in lire.

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Pensioni assegni in lire: adeguamento in arrivo?

Intanto, arriva la richiesta da parte dei sindacati UGL per l’aggiornamento del sistema relativa agli assegni in lire da adeguare al costo della vita.  Secondo l’UGL, i valori incassati dagli italiani alla voce stipendio o pensione, sono lontanissimi dal costo della vita in euro. Di fatto oggi gli stipendi e gli assegni di pensione, sono ancorati alle vecchie lire, senza tener conto degli adeguamenti al costo della vita. Gli scaglioni di reddito vanno adeguati. Occorre alleggerire la pressione fiscale per rilanciare l’economia ed anche per contrastare il fenomeno dell’evasione fiscale. Quindi, vi è la necessità di ricalcolare l’importo degli assegni.

La richiesta della UGL per l’adeguamento degli assegni in lire

La sindacalista del Ugl, Maria Letizia Magistri ha ribadito che il 43% circa di pressione fiscale italiana se ne va in tassazione e questo dato rende l’Italia uno dei paesi con maggior pressione fiscale al mondo. Una situazione che secondo l’UGL non dovrebbe appartenere ad un paese civile come l’Italia. Quindi, rivedere tutto il meccanismo di tassazione italiano soprattutto in base al fatto che stipendi e pensioni oggi vengono pagati ancora, come valore in lire. Secondo le stime dell’Ocse, basate sui dati raccolti nel 2015, gli italiani sono tra i popoli più tartassati del mondo dal Fisco: ogni contribuente versa in media 13.383 euro che supera di oltre mille euro la spesa fiscale media pro capite pagata nel resto del mondo.

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