di Maria Concetta Distefano in , ,

Pensoni 2017 news: Opzione Donna per la proroga sostegno anche da Sinistra italiana


 

Il gruppo politico di Sinistra italiana sostiene la proroga al 2018 del regime previdenziale di Opzione Donna

Pensioni 2017 Ape e Opzione Donna

Le donne lavoratrici che aspirano al pensionamento anticipato con il regime di Opzione Donna, cioè a 57 anni di età e almeno 35 di contributi versati, nella legge finanziaria per il 2017 hanno ottenuto solamente i risultati della proroga di questo regime solo per quelle nate nell’ultimo trimestre del ’57 se autonome o del ’58 se dipendenti. Per questo regime sperimentale, quindi è decisivo solamente il requisito dell’età anagrafica dai 57 anni che devono essere sati compiuti entro il 31 dicembre 2015 e dei 35 anni di contributi versati entro il 31 dicembre 2015.

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Nel caso dei contributi utili al raggiungimento del monte dei 35 anni possono essere riscattati o ricongiunti periodi solo se sono stati versati entro il fatidico 31 dicembre 2015. Ciò vale anche per contributi versati in forma volontaria. Tutte le lavoratrici interessate a questo regime che consente loro di uscire in anticipo dal lavoro, anche a costo di accettare un penalizzante calcolo integrale con il sistema contributivo della propria pensione, continuano la loro battaglia e sperano di convincere la politica a prendere atto dell’importanza che venga riconosciuto alle donne, possibilmente in maniera strutturale, la specificità del fatto che il loro lavoro si aggiunge all’impegno della cura familiare in particolar modo, così da ottenere la possibilità di quiescenza anticipata.

A tal proposito l’onorevole Stefano Fassina di Sinistra italiana, non ha perso l’occasione di mostrarsi impegnato per raggiungere il risultato della proroga di Opzione Donna fino al 2018 e domenica 23 aprile 2017, il congresso del suo patito ha approvato il seguente ordine del giorno: “Il congresso di Sinistra Italiana ribadisce il suo interessamento affinchè la proroga Opzione Donna al 2018 venga al più presto approvata ed anzi diventi una misura pensionistica strutturale, liberando in un sol colpo posti di lavoro e il diritto ( se pur con gravi penalizzazioni) della pensione dopo 35 anni di lavoro. Il sistema pensionistico valutato sul solo regime contributivo sarà inoltre in grado di liberare risorse per investimenti nel mondo del lavoro”.

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