di Antonio Paviglianiti in , ,

People Fly Reggio Calabria, Andrea Caldart: “Così rilanciamo l’Aeroporto dello Stretto. Aerei fantasmi? Vi dico tutto”


 

People Fly Reggio Calabria. Sarà questa l’azienda che salverà l’Aeroporto dello Stretto dopo l’addio di Alitalia? UrbanPost ha intervistato Andrea Caldart, fondatore della azienda che potrebbe intervenire sul territorio calabrese. Ecco la ricetta per salvare e rilanciare lo scalo reggino.

People Fly Reggio Calabria. Sarà questa l’azienda che salverà l’Aeroporto dello Stretto dopo l’addio di Alitalia? UrbanPost ha intervistato Andrea Caldart, fondatore della azienda che potrebbe intervenire sul territorio calabrese. Ecco la ricetta per salvare e rilanciare lo scalo reggino.

—> REGGIO CALABRIA: CHIUDE L’AEROPORTO?

L’entrata in gioco di People Fly a Reggio Calabria. Come avverrà?

“Abbiamo studiato per un po’ di mesi l’Aeroporto di Reggio Calabria e il territorio meridionale. Il nostro obiettivo è cercare di costruire una piccola realtà locale che ci permetta di collegarle dove serve. Non vogliamo soldi pubblici perché questi devono essere dati alle aziende. Insieme a noi, devono contribuire alla possibilità di volare. C’è grosso interesse per Reggio Calabria: ieri, dopo un servizio andato in onda in una televisione locale, abbiamo avuto il crollo del server per quanti accessi ci sono stati. E inoltre ho avuto almeno 120 richieste di cittadini che lavorano all’estero di mettere voli per tornare a casa in estate o avere disponibilità ogni due mesi.

Ora come si posiziona People Fly? Non vogliamo andare in concorrenza con grossi player, sarebbe una follia, ma adesso vogliamo andare a Reggio Calabria e organizzare un incontro con operatori del comparto socio economico, le imprese del settore, tutto quello che può essere collegato al trasporto aereo e che può esserci d’aiuto. Noi vogliamo capire cosa serve alla comunità. Possiamo intervenire se ci concentriamo sul territorio. I soldi? Diciamo alle istituzioni di darle alle aziende del territorio.

Cosa ci aiuterebbe? Abbassare le tasse e consentire una sana libera concorrenza in un libero mercato. Se questo dovesse succedere, molte aziende e broker avranno interesse a investire su Reggio Calabria: operatori e continuerà a tenere costi dei biglietti bassi e ci sarà un incontro scontro tra operatori, ci sarà un mercato che darà maggiore servizio al territorio. Questa si chiama logica commerciale.

In Italia non vedo una soluzione diversa se non la liberalizzazione del mercato anche perché, secondo lo Stato, la continuità territoriale spetta ad aziende nazionali. Ma come mai Alitalia e Meridiana possono fare servizi di oneri pubblici nonostante siano aziende private? Questo significa limitare il mercato la possibilità di espandere la possibilità di fare l’attività che ci serve.

Oggi, qual è lo stato del trasporto aereo in Italia? Abbiamo un duopolio (Ryanair e Alitalia) in cui si infiltra Easy Jet. Ma noi dovremmo favorire aziende italiane. Noi paghiamo le tasse qui, non le paghiamo a Dublino. Quando dai soldi ad azienda estera favorisci loro e sfavorisci il tuo territorio.”

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Cosa è People Fly

Andrea Caldart spiega come è nata People Fly: “Si tratta di un’idea nata totalmente da me dal 2010,lo dico in maniera molto onesta, casualmente. Mi venne chiesto di portare un gruppo di persone a Medjugorje. In pullman e mare ci mettiamo due giorni e mezzo. Mi chiede il mio amico: ‘Secondo te si può fare in aereo?’ Io che sono di natura una persona che fa organizzatore e impresa gli dico: ‘Sì, provo a vedere.’ Ho trovato un charter e qui ho fatto il primo volo. Allora inizio un po’ di esperienza in questo settore. E nei sette anni ol mercato aereo è mutato tantissimo. Oggi siamo la prima azienda europea Virtual Care. Dopo anni di lavoro siamo partiti come azienda individuale e ora siamo società capitale. Quest’anno stiamo facendo ulteriori trasformazioni. Lavoro per far sì che People Fly diventi la prima compagnia aerea totalmente italiana.”

Non ce ne voglia, ma perché dovremmo ritenere People Fly un’azienda affidabile?

Andrea Caldart spiega: “Qualsiasi azienda del mondo non può dare tranquillità a tutti gli effetti. Per esempio, sul territorio di Reggio Calabria Alitalia dice, numeri alla mano, di perdere 6 milioni annui. People Fly, pur non essendo una compagnia aerea – ma si sta certificando per esserlo – può essere ritenuta affidabile. Come azienda aderiamo alla carta dei diritti del passeggero (261 legge europea). Inoltre, stiamo stringendo accordi con operatori dove, al verificarsi di un problema tecnico e insormontabile, PeopleFly in due ore fa partire il primo aeromobile più vicino. Noi abbiamo degli accordi con operatori europei (centro Nord ed Est Europa). Lavoriamo 16 ore al giorno di media. Abbiamo sempre tutto il personale pronto. Per quanto concerne l’operatività tecnica operiamo 24 ore su 24.”

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Quali offerte sono previste, a livello nazionale e internazionale, da PeopleFly per l’estate 2017?

“Oggi ci continuiamo a posizionare in Spagna, Belgrado, Vienna. Queste linee si collegheranno con Trapani e Alghero. Su Reggio Calabria sperimenteremo Reggio Calabria – Verona e Reggio Calabria – Budapest. Vorremmo tentare anche Reggio Calabria – Venezia e vedremo altri competitor se ci saranno Roma e Milano. Intanto, cerchiamo di collegare l’aeroporto di Reggio Calabria su queste destinazioni e ci sarebbe in studio Reggio Calabria – Torino. Ci muoviamo nell’asse Berlino, Vienna con altri aeromobili che arrivano su Verona.”

Andrea Caldart, il suo nome e la compagnia People Fly sono associati ad “aerei fantasmi”. Ci dà maggiori delucidazioni?

“Quando un’azienda come la mia si è permessa di iniziare a crescere sono iniziati i problemi. Succede che in tutte le vicende giudiziarie che mi hanno voluto coinvolto, specie nel territorio, sono sempre stato assolto ovunque con formula piena. Sono gli altri che devono a noi come People Fly. Sono finito in televisione per un’azienda cagliaritana la quale oggi è ricercata da tutti gli organi competenti: ha truffato una serie di soggetti privati che si sono rivolti alla stessa trasmissione, Mi Manda Rai Tre. Peccato che il programma Tv non abbia dato giusto rilievo a questo secondo aspetto.”

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