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Personale Ata 2018, la denuncia di FederATA: “Dimenticati dal nuovo Governo, perché?”

Il Personale Ata è stato dimenticato dal Governo Conte. Questa è la denuncia mossa da FederATA nei confronti di Lega – Movimento 5 Stelle per la realizzazione del Contratto di Governo del Cambiamento: “Non si cita minimamente il personale amministrativo, tecnico e ausiliario, che fornisce un supporto indispensabile al funzionamento del mondo dell’istruzione, che è stato completamente ignorato dalla Legge “Buona Scuola” del 2014 (se non per operare tagli fatti solo per contenere la spesa pubblica) e sul quale, con un organico notevolmente ridotto dagli ultimi governi, sono piovute oltre 100mila assunzioni di insegnanti, trascurando l’aspetto tecnico – organizzativo e con un notevole aggravio di lavoro pro capite per tutta questa tipologia di personale.”

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Perché nessuno parla del Personale Ata? La denuncia del sindacato

Pare che tutti ignorino che nella scuola ci sono più di 200.000 unità di personale Ata, pur essendo il lavoro degli amministrativi, dei tecnici e dei collaboratori scolastici (gli essenziali bidelli che sono letteralmente sfruttati soprattutto in quelle realtà scolastiche ubicate su più piani dislocati in più edifici anche in comuni differenti) indispensabile per fare funzionare un organismo complesso come la scuola. E ancora, si legge nella nota di FederATA: In questi giorni si parla dei 44000 posti di lavoro persi nelle banche italiane ma, come al solito, nessuno invece si ricorda dei 50000 posti ata persi in questi ultimi anni a seguito della revisione dei criteri e dei parametri per la definizione delle dotazioni organiche del Personale ATA che hanno ulteriormente ridotto il nostro organico di diritto “riducendolo all’osso”.”Riforma del Lavoro 2018

Personale Ata, la denuncia del sindacato: “Basta precarietà”

Nella nota di FedeATA dello scorso 24 maggio 2018 si legge: “Chiediamo perciò con forza dignità umiltà che venga finalmente messo nero su bianco da tutti che gli ATA esistono e che, essendo lavoratori e servitori dello stato utili ed indispensabili, hanno pari diritti e doveri dei docenti. Pertanto attendiamo urgentemente l’abolizione del precariato (perché non ci sono solo le maestre che rischiano il posto di lavoro) e del nefasto divieto di nominare supplenti, parzialmente e lacunosamente mitigato in questo ultimo periodo, l’incremento dei nostri organici nel loro insieme, la revisione dei nostri ormai anacronistici profili a cominciare da quello degli assistenti tecnici che vengono sfruttati a prescindere dalle loro aree, il giusto adeguamento delle nostre retribuzioni e la considerazione di quegli assistenti amministrativi che da anni e con mille difficoltà stanno sostituendo i D.S.G.A mancanti e che rischiano di essere soppiantati da persone che non hanno alcuna esperienza nella complessa gestione dei servizi generali ed amministrativi delle nostre scuole; ultima nostra richiesta, viste le recenti novità, è che nei bandi per le graduatorie permanenti (24 mesi) si continui, come fatto fino ad oggi, a valutare giustamente la metà e non per intero, il servizio prestato nelle scuole paritarie, perché, contrariamente ad un altro sindacato che sbandiera la sua vittoria legale, riteniamo che i nostri poveri precari statali, che hanno lavorato nelle nostre scuole statali con sacrifici e per molto tempo, verrebbero superati da altri con meno servizio nello stato ma con periodi più o meno lunghi in istituti scolastici paritari dove non esistono le nostre graduatorie per titoli e servizi, che garantiscono maggiori garanzie di equità.”

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