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Pescara maestro di musica arrestato per pedopornografia: nel suo pc anche foto di Yara Gambirasio

Pescara: insegnante 49enne di musica arrestato con l’accusa di pedopornografia. Tra il materiale che gli inquirenti hanno sequestrato ci sarebbero anche alcune foto di Yara Gambirasio custodite nel pc dell’indagato. Gli agenti del compartimento Polizia postale Abruzzo di Pescara hanno trovato nel portatile del docente più di mille immagini di ragazzini, alcune delle quali appartenenti ai suoi allievi e altre scaricate dal web. Tra queste ultime anche alcune immagini della ginnasta tredicenne di Brembate uccisa il 26 novembre 2010 e per il cui delitto è in carcere, condannato all’ergastolo anche in Appello, Massimo Bossetti. Secondo quanto è trapelato dalle indagini, in precedenza la Polizia postale aveva eseguito una perquisizione domiciliare a carico del maestro ed erano stati sequestrati alcuni supporti informatici. Le manette sono scattate dopo che il succitato materiale è stato analizzato. Gli inquirenti avrebbero trovato nel pc del docente circa 5.600 video e 130mila immagini pornografiche, di cui 1.075 pedopornografiche. Numeri che fanno spavento. Durante l’inchiesta è inoltre emerso che il maestro di musica aveva scambiato numerose immagini e video con altri utenti della rete attraverso la piattaforma Sky.

La misura restrittiva a carico dell’uomo si inserisce in una più ampia indagine partita da Milano ed è stata necessaria anche per l’attività lavorativa svolta dal 49enne. La Polizia postale ha sequestrato al mastro tutti i suoi supporti informatici compresi computer, tablet, smartphone ed hard disk. Durante le indagini è emerso che l’uomo aveva archiviato e criptato i file, ma la polizia è comunque riuscita a recuperarne il contenuto. Al vaglio anche la rete di contatti dell’indagato, al fine di chiarire con chi abbia scambiato i file pedopornografici.

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L’indagato, un maestro di musica di 49 anni, attualmente si trova ai domiciliari. L’uomo effettuava lezioni private oltre ad insegnare in una scuola della zona; “I pedopornografi non sempre sono pedofili, ma dalla pedopornografia può comunque esserci un’evoluzione”, ha detto Elvira D’Amato, la responsabile del Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia on-line del servizio di Polizia postale. “La professionalità che l’uomo esercitava e il contatto costante con i minori sono stati motivo di grande allarme. Le immagini di rilievo trovate nel materiale sequestrato verranno inviate alla banca dati dell’Interpol, nell’ambito della nostra attività quotidiana finalizzata a costruire una rete virtuosa di contrasto a questi fenomeni”.

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