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Pisa, Emanuele Scieri parà scomparso e ritrovato cadavere: svolta nelle indagini dopo 19 anni

Morte Emanuele Scieri, svolta nelle indagini relative al caso del 26enne siracusano, parà di leva, trovato cadavere il 16 agosto di 19 anni fa nella caserma Gamerra di Pisa, centro di addestramento della Folgore. Un ex caporale, Alessandro Panella, è stato arrestato con l’accusa di omicidio volontario ed altre due persone sarebbero indagate a piede libero. Scieri venne trovato morto, tre giorni dopo l’arrivo in caserma, ai piedi di una torre dismessa. Secondo le poche indiscrezioni che trapelano dalla Procura di Pisa, la vittima sarebbe stata uccisa perché vittima di aggressione per nonnismo. Per gli inquirenti “dopo la caduta dalla torre di asciugatura dei paracadute il giovane è stato lasciato agonizzante a terra”.

L’accusa che ha portato all’esecuzione di una misura agli arresti domiciliari a carico di un ex commilitone della vittima, nell’ambito delle indagini sulla morte di Emanuele Scieri, è di concorso in omicidio. Scieri scomparve il 13 agosto 1999, lo stesso giorno del suo arrivo alla caserma Gamerra per il servizio militare di leva dopo aver svolto il Car a Firenze. Fu ritrovato morto tre giorni dopo la scomparsa, ai piedi di una torre dismessa per il prosciugamento dei paracadute. La procura di Pisa aveva riaperto il caso nel 2017 dopo che precedenti indagini erano state archiviate con l’ipotesi di suicidio. Ad escluderlo categoricamente la famiglia di Scieri ma anche la commissione parlamentare d’inchiesta istituita nel 2016 per far luce sulla vicenda. Oggi finalmente la svolta: il parà siciliano sarebbe stato ucciso.

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“Sul caso Emanuele Scieri bisogno arrivare alla verità”. Così il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, all’Ansa a proposito dei recenti sviluppi nell’inchiesta. “In questo momento il mio primo pensiero va alla famiglia Scieri. Il ministero della Difesa in particolare è a completa disposizione della magistratura, verso la quale nutre piena fiducia, per fare luce sull’episodio”

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