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Pop-up, il parcheggio 3 in 1 che è anche parco e serbatoio per le inondazioni

Un parco verde, un parcheggio e un serbatoio d’acqua d’emergenza: un’unica soluzione, tre problemi risolti. Con la continua crescita della popolazione mondiale, le nostre città stanno diventando sempre più caotiche e affollate, e la situazione peggiora con il parallelo aumento delle automobili in circolazione. Trovare un parcheggio, di conseguenza, è diventato talvolta un vero e proprio incubo. Non è certo un caso se, nella maggior parte delle città, stanno nascendo come funghi nuovi parcheggi sotterranei e nuovi autosilo, dove le porte per garage non chiudono mai e c’è la possibilità di parcheggiare 24 ore su 24.

Quello del parcheggio, però, non è certo l’unico problema con cui si scontrano i cittadini del nuovo millennio. No: mancano posteggi per le automobili, ma mancano anche zone verdi, ovvero aree dedicate al verde urbano per rinfrancare lo sguardo e lo spirito. Qualche albero, un prato, delle siepi: i piccoli parchi urbani, come sappiamo, non sono solamente belli da vedere, ma hanno anche una funzione importante per la pulizia dell’aria che, per via dell’inquinamento, è in certi luoghi quasi irrespirabile. Perché, dunque, non fornire ai cittadini un’unica struttura capace di soddisfare il loro bisogno di posteggi per le automobili nonché la loro esigenza di verde urbano? Devono aver pensato a questo gli architetti dello studio Tredje Natur di Copenaghen, i quali, insieme agli ingegneri della società Cowi, hanno ideato un prototipo di parcheggio a più piani che ospita, sulla sua sommità, un piacevole parco urbano.

Fin qui, l’idea degli architetti danesi non sarebbe particolarmente stupefacente. Il loro prototipo, però, osa molto di più: non contenti di risolvere dei problemi legati alla mobilità e al benessere cittadino, i progettisti hanno pensato di allargare lo sguardo ad un’altra criticità sempre più presente nelle nostre città, ovvero alle inondazioni. Lo stesso inquinamento che rende pesante e grigia l’aria cittadina causa infatti il cambiamento climatico che, come è noto, ha delle forti ripercussioni sui fenomeni meteorologici estremi, come per l’appunto le inondazioni, le quali sempre più spesso colpiscono le nostre città. E se quello stesso parcheggio – parco verde si potesse trasformare anche in un serbatoio d’emergenza per l’acqua piovana?

traffico di auto in città

Detto fatto: il progetto Third Nature di Tredje Natur, chiamato Parcheggio Pop-Up, è in grado di trasformarsi, all’occorrenza, in un enorme serbatoio per raccogliere l’acqua conseguente a bombe d’acqua, alluvioni e uragani. Il tutto, tra l’altro, senza chiudere mai le porte del garage: non saranno infatti i piani dedicati alle automobili a venire utilizzati come cisterna, bensì un piano sottostante e dedicato, il quale aumenterà di volume in caso di necessità. Come è possibile tutto questo? Semplice – almeno a parole: il parcheggio multipiano, in caso di piogge abbondanti, si solleverà, liberando così sotto di sé un serbatoio capace di immagazzinare enormi quantità d’acqua.

Il sollevamento della pesantissima struttura sarà possibile grazie alla stessa spinta idrostatica dell’acqua accumulata, sfruttando il famoso principio di Archimede relativo ai corpi immersi in un fluido. Il prototipo progettato dagli architetti danesi è stato pensato per essere costruito a New York, a St. John’s Park, ma va sottolineato che una tale struttura ‘tre in uno’ è pensata per qualsiasi città a rischio inondazione. Un parcheggio simile localizzato nel luogo giusto, infatti, potrebbe effettivamente mettere in salvo interi quartieri, con la possibilità di eliminare disagi e, nei casi più drammatici, anche vittime umane.

In caso di necessità, dunque, il parcheggio Pop-Up creerà uno spazio per raccogliere l’acqua in eccesso la quale, al termine dell’emergenza, sarà gradualmente rilasciata nel sistema fognario cittadino, permettendo un parallelo abbassamento della struttura.

Foto: Courtesy Tredje Natur

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