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Pordenone omicidio Teresa e Trifone, Giosuè prepara ricorso in appello: ecco su cosa verterà

Pordenone omicidio Teresa e Trifone: detenuto nel carcere di Belluno Giosuè Ruotolo prepara l’appello con i suoi avvocati. Condannato in primo grado all’ergastolo lo scorso 9 novembre per il duplice delitto, avvenuto il 17 marzo 2015 nel parcheggio del palazzetto dello sport ‘Crisafulli’ di Pordenone, il militare campano si dichiara innocente ed è fermamente intenzionato ad impugnare la sentenza di condanna. Lo scorso 2 marzo sono state depositate le motivazioni della sentenza di condanna decretata dai giudici della Corte d’assise di Udine; un fascicolo di 260 pagine dove è scritto nero su bianco che l’imputato “era presente nel parcheggio al momento dell’omicidio” della coppia di fidanzati Teresa Costanza e Trifone Ragone, giustiziati con 5 colpi di arma da fuoco esplosi a bruciapelo dal killer che aveva pianificato l’agguato e che le telecamere di videosorveglianza collocano sulla scena del crimine proprio in quegli istanti.

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Ruotolo condannato all’ergastolo: ecco perché ha ucciso

I legali di Ruotolo, Roberto Rigoni Stern e Giuseppe Esposito, stanno valutando le motivazioni della sentenza depositata il 2 marzo scorso contro la quale fare il ricorso. Secondo la Corte, Ruotolo ha ucciso perché rischiava di essere denunciato da Trifone e Teresa per le molestie su Facebook alla ragazza, oggetto di stalking per mesi attraverso il profilo falso ‘Anonimo Anonimo’ di cui Trifone aveva scoperto l’esistenza e aveva chiesto conto a Giosuè, affrontandolo. Minacciato di denuncia da Ragone, se fosse stata aperta un’indagine, Ruotolo avrebbe dovuto rinunciare al concorso nella Guardia di finanza e dire addio alla sua carriera. La presenza dell’unico imputato sul luogo del delitto è uno degli indizi emersi considerati dai giudici e che “per la loro gravità, univocità e concordanza, consentono di attribuire, al di là di ogni ragionevole dubbio, a Giosuè Ruotolo l’azione omicidiaria”. Tesi che nel processo la difesa ha contestato con forza e che anche in appello tenterà di smantellare.

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Giosuè prepara il ricorso in appello: la parole del suo avvocato

“Ci vorranno ancora pochi giorni per presentare l’Appello. Ruotolo ha letto la documentazione perché ansioso di preparare il ricorso e continuare a professare la propria innocenza”, ha detto l’avvocato Roberto Rigoni Stern a Il Giorno. Determinante nella vicenda anche il ruolo avuto da Rosaria Patrone, ex fidanzata di Giosuè: nelle motivazioni della sentenza di condanna c’è anche un passaggio in cui si spiega che Ruotolo e la sua ex si sarebbero inviati una serie di sms “deliranti” per fingere una “pazzia” e in qualche modo giustificare le molestie via Facebook nei confronti delle vittime. I messaggini si interrompono improvvisamente – ma non casualmente per l’accusa – il giorno prima del duplice delitto. “Nella sentenza la Corte ha collegato il periodo dei messaggi deliranti della Patrone con il duplice omicidio … è una valutazione che ci ha sorpreso molto e che ci lascia margini per discutere meglio della posizione di Ruotolo”, ha ribadito l’avvocato di Giosuè.

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