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Pozzo degli orrori Porto Recanati news: ossa umane forse anche di un neonato

Pozzo degli orrori Porto Recanati news: sarebbero tutte ossa umane quelle rinvenute duranti gli scavi nell’area circostante il fabbricato detto ‘Hotel House’, dove il 28 marzo scorso furono casualmente rinvenuti resti ossei all’interno di un pozzo. Ebbene, si apprende in queste ore, che le ossa in questione da settimane oggetto di analisi scientifiche sarebbero riconducibili ad una stessa persona. Tuttavia un nuovo macabro elemento è emerso: si tratta di qualche piccolo frammento osseo ancora da analizzare che non è escluso possa appartenere ad un neonato.


Queste le prime indiscrezioni trapelate circa gli esami che il reparto di medicina legale di Ancona, diretto dal professor Adriano Tagliabracci, sta effettuando da giorni sui 60 reperti rinvenuti nel terreno adiacente all’Hotel House. Ancora aperta la pista investigativa che porta a Camey, la ragazzina originaria del Bangladesh scomparsa proprio lì anni fa. Cameyi Mosammet aveva 15 anni quando è sparita misteriosamente. La ragazzina bengalese è scomparsa da Ancona il 29 maggio 2010, le sue tracce si persero proprio nei pressi di quell’hotel, dove viveva l’allora fidanzatino Monir Kazi, al tempo 20enne, unico indagato per sequestro di persona.

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Sebbene la famiglia della ragazzina escluda che le ossa rinvenute appartengano a lei perché i brandelli di stoffa non sarebbero compatibili con gli abiti indossati dalla giovane il giorno della scomparsa, gli indizi in mano agli inquirenti porterebbero proprio alla 15enne scomparsa. Di ciò al momento, va ribadito, non v’è certezza. E’ stato già prelevato il Dna dei familiari di Cameyi, i fratelli e la madre, si sta ora procedendo con la comparazione dei dati. Ci vorranno settimane per avere una prima risposta. Gli esami, spiegano dal laboratorio di analisi incaricato di effettuare gli accertamenti, seguiranno questo schema: la ricostruzione dello scheletro come se fosse un puzzle, oltre 30 parti, l’esame morfologico per stabilire altezza, sesso ed età del soggetto e, quindi, l’estrazione del Dna, nella speranza che il tempo trascorso non abbia cancellato eventuali tracce biologiche e lasciato solo parti minerali di ossa.

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