di Gianluca Capiraso in ,

Primarie Pd, è il Giorno della Verità


 

Dopo una lunga e battagliera campagna elettorale, il centrosinistra si appresta a scegliere il proprio leader e candidato alla Presidenza del Consiglio. Vincerà la continuità di Bersani o lo spirito rinnovatore di Renzi? I voti di Ventola, terzo incomodo, possono risultare decisivi

sito ufficiale partito democratico

Il centrosinistra italiano si trova dunque ad un bivio. Il grande giorno è arrivato. Potrebbe andare in archivio senza una vittoria definitiva, rinviando ogni discorso al ballottaggio della settimana successiva, così come potrebbe vedere la vittoria di Pierluigi Bersani con oltre il 50% dei voti. Gli ultimi sondaggi, pubblicati la vigilia di questa tornata elettorale delle primarie, darebbero l’attuale segretario del Partito Democratico in netto vantaggio rispetto a Matteo Renzi, lo sfidante principale.

Un vantaggio così netto che potrebbe addirittura mettere in discussione il ballottaggio, sancendo così sin da subito la vittoria di Bersani. I dieci punti percentuali che separavano i due principali candidati, stando sempre agli ultimi sondaggi, sarebbero diventati quindici, con il leader emiliano vicino alla fatidica soglia del 50%. Renzi non si arrende, d’altronde la veridicità e l’attendibilità di questi sondaggi restano tutte da verificare.

Tanti, immaginiamo, gli italiani che decideranno all’ultimo momento se andare o meno a votare. Alla fine i voti di Nichi Vendola potrebbero risultare decisivi, ma solo se si andrà al ballottaggio la prossima settimana. E’ quello che spera chiaramente Renzi, la cui eventuale sconfitta al primo turno rappresenterebbe un ko duro da digerire.

Gli altri due candidati, Puppato e Tabacci, potrebbero non raggiungere in due il 5% complessivo dei voti, con una dispersione dei consensi che alla fine potrebbe addirittura risultare decisiva. Di sicuro chi uscirà vittorioso da queste primarie del centrosinistra diventerà quasi sicuramente il prossimo Presidente del Consiglio. Dall’altra parte, infatti, il PDL si scioglie giorno dopo giorno e ancora non sa cosa sarà del suo futuro, mentre il Movimento 5 Stelle di Grillo non sembra ancora a livello nazionale avere i numeri del Pd.

Insomma, conoscendo il nome del vincitore tra Bersani e Renzi, sapremo contestualmente anche il nome del successore di Mario Monti alla guida del nuovo Governo.

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