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Privilegi Parlamentari 2018: cosa sono gli oneri figurativi? La spiegazione di Tito Boeri

I privilegi dei Parlamentari 2018, con la possibile abolizione dei vitalizi, scompariranno e non esisteranno più? Beh, chi pensa questo è chiaramente fuori strada. A confermarlo è il presidente dell’Inps, Tito Boeri, in una lunga intervista concessa a Lucia Annunziata domenica pomeriggio in occasione della trasmissione Mezz’Ora in Più. Il presidente dell’Istituto Nazionale Previdenza Sociale si è soffermato sugli oneri figurativi. Intanto, durissima la critica di Boeri al sistema dei vitalizi: “erano uno schema insostenibile fin dall’inizio: si è partito già da subito in disavanzo. Nel 2016 io ero stato chiamato in audizione parlamentare e ho fornito i dati in nostro possesso, sollecitandone altri, ma trovo scandaloso che la Camera non ci abbia dato questi dati. Anche sulle valutazioni che ci sono state richieste, come sul ddl Richetti, non abbiamo avuto i dati sui contributi versati dai parlamentari: avrebbero dovuto darci la possibilità di fare analisi più dettagliate”.

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Privilegi Parlamentari 2018: cosa sono gli oneri figurativi

Ma cosa sono gli oneri figurativi che rientrano nella macro-sezione Privilegi Parlamentari 2018? Lo spiega così Tito Boeri: “In aggiunta ai vitalizi c’è un altro tipo di privilegio: gli oneri figurativi. Se un parlamentare era prima un lavoratore dipendente, durante il mandato” alla Camera o al Senato “l’Inps gli deve versare i contributi datoriali: si tratta di circa il 24% della loro retribuzione, che in alcuni casi l’Inps ha versato per 20 o 30 anni”. Boeri ha spiegato di aver scritto una lettera all’ufficio di presidenza della Camera (la struttura operativa del presidente Fico ndr) per sollecitare un intervento, ma di non aver ricevuto al momento “alcuna risposta”.

Tito Boeri e il problema del Mezzogiorno

Al Sud voglia di ritornare all’assistenzialismo con un voto a favore del reddito di cittadinanza? “A mio avviso c’è bisogno di un’assistenza di base in Italia e questa assistenza deve essere erogata a livello nazionale: quei 4,7 milioni di persone che sono in povertà assoluta bisogna aiutarle. È un imperativo farlo, ma nel modo giusto, guardando alle loro condizioni di reddito e patrimoniale”. “Molto spesso – ha spiegato ancora Tito Boeri – al Sud chi ha bisogno si rivolge al politico locale o nazionale: quello è l’assistenzialismo, è un rapporto sbagliato con la pubblica amministrazione. Se la pubblica amministrazione, guardando al reddito e patrimonio e facendo accertamenti rigorosi, è in grado di stabilire di quale aiuto hanno bisogno allora quelle persone non hanno bisogno di rivolgersi ai santi in paradiso”.

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