di Gianluca Capiraso

Pubblico, il Giornale di Luca Telese Compie 3 Mesi. Ma è Già in Crisi


 

Redattori in sciopero perché, appena nato, il nuovo progetto editoriale rischia già di finire in liquidazione. Il direttore, fondatore e “padre-padrone” Luca Telese, che sperava di ripetere il successo de “Il Fatto Quotidiano”, travolto anche da nuove polemiche

Archiviata la breve ma intensa parentesi con Gomez & Co. a “Il Fatto“, il giornalista aveva deciso di mettersi in mostra, lanciando in edicola lo scorso 18 settembre un nuovo quotidiano: “Pubblico“.  Per molti “Pubblico Giornale“, così come si chiama il sito web. C’era davvero bisogno di un altro giornale in Italia?

Che avesse stentato lo si era intuito sin da subito. Bastava sfogliare una delle prime copie del giornale in edicola o, più semplicemente, collegarsi al sito web. Lato carta stampata sembrava di essere tornato agli anni ’80, sia per lo stile dei titoli che per l’impaginazione; lato web, invece, quello che doveva essere un nuovo portale d’informazione somigliava molto a uno dei primi siti web nati negli anni ’90. Grafica retrò – sia in edicola che sul web – ed un goffo quanto inutile tentativo di riproporre una versione più light de “Il Fatto Quotidiano“.

Luca Telese ai tempi de “Il Fatto Quotidiano”

Questa l’idea di Luca Telese: fare un giornale con pochi spiccioli, usufruire chissà dei finanziamenti pubblici, e magari entrare in concorrenza con il suo vecchio amore, con il quale si è interrotto bruscamente qualsiasi forma di rapporto appena qualche mese fa. Per altro, quello che era il suo “blog” sul portale diretto da Peter Gomez è ancora online e perfettamente indicizzato dai motori di ricerca. Sarà stata una dimenticanza….

Tentativo fallito a giudicare dai risultati, sia in edicola che sul web, e dallo sciopero indetto dai redattori che, ad appena tre mesi dalla nascita di “Pubblico“, vedono già in forte pericolo il loro futuro. 18 settembre 2012 – 18 dicembre 2012 (domani): il giornale compie i suoi primi tre mesi di vita ma il prosieguo della sua attività (soprattutto nella versione cartacea) appare a forte rischio.

La società, secondo i ben informati, rischierebbe addirittura la liquidazione che vorrebbe dire chiusura anticipata della testata e tanti professionisti e collaboratori senza più un impiego.

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