di Alessandro Cirinei in

Quando Beppe Grillo era il miglior cabarettista Italiano


 

Molti giovani hanno conosciuto Beppe Grillo principalmente attraverso il suo blog e la sua influenza sui social network. Un discreto numero ha percepito le sue grandi doti di comunicatore e magari l’ha conosciuto di persona presso i Vaffa Day o alcuni suoi eventi itineranti.

Hanno apprezzato la sua capacità di interpretare al meglio l’insofferenza contro questa politica squallida. Hanno sgranato gli occhi immedesimandosi nelle sue sarcastiche invettive contro la casta facendo “mi piace” o re-twittando qualsiasi sua battuta su Facebook e Twitter. Sono stati i giovani i suoi maggiori interlocutori, quelli che con il tempo lo hanno reso di nuovo celebrità e protagonista della nascita del Movimento 5 Stelle.

Questo Beppe Grillo ha ragione su tante cose. O meglio, è difficile non essere d’accordo con lui. Sa analizzare lucidamente i problemi che affliggono il paese e fare un abile “match” con le incapacità dei politicanti. Sa aizzare la folla degli scontenti e degli indecisi, divertirla ed allo stesso tempo motivarla. Scrivere libri intelligenti, come “Alta Voracità”, disponibile ed in vendita su un sito web dedicato e sa arrivare dritto al cuore di tutti coloro che non si identificano più con nessuna ideologia.
Questo Beppe Grillo però non si stà rendendo conto che sta diventando un politico lui stesso. Forse lui davvero non vorrebbe diventarlo ma ormai è tardi. La sua rinnovata popolarità ed i suoi seguaci l’hanno già eletto e lui stà meditando qualcosa.

Personalmente adoro Beppe Grillo ed apprezzo il suo cibernetico modo di comunicare. Trovo il Movimento 5 Stelle un’espressione reale di questi tempi e trovo giusto ascoltarli, sebbene ritengo che per governare il paese in tempi di crisi non basti un leader carismatico ma ci voglia una squadra compatta con un programma chiaro.
Io adoro Beppe Grillo perchè ho 42 anni e ricordo molto bene quando era uno splendido cabarettista, umile e dissacratorio. Ricordo i ragazzi degli anni ’80 che si scompisciavano dalle risate quando lui teneva banco a “te la dò io l’America”. Ricordo le sue straordinarie performance a Fantastico ed a Domenica in. Era incalzante, coraggioso e sapeva improvvisare come pochi. Un comico moderno, intelligente e innovativo che meritava tutto il suo successo.
Ricordo anche il suo tremendo attacco a Bettino Craxi ed al Partito Socialista che ebbe luogo a Fantastico 7 nel lontano 1986 e che significo una specie di censura che lo esiliò dalla televisione per ben 7 anni. Grillo tornò in TV al Teatro delle Vittorie solo nel 1993, a seguito dell’esplosione dello scandalo di Mani Pulite.
Da lì in poi il buon Beppe iniziò a dedicarsi ai movimenti popolari, girando prima nelle piazze d’Italia e poi attaccandosi al suo blog che divenne subito popolarissimo.

Leggendo la biografia di Grillo su Wikipedia si può facilmente notare quanti scheletri nell’armadio abbia. Sicuramente più della metà saranno anche falsità messe in giro per screditarlo ma fattò stà che a me il Beppe Grillo degli anni ’80 manca eccome. Io credo che lui non abbia mai accettato davvero il suo esilio dalla TV e “da blogger a blogger” gli dico “Beppe torna! Torna in televisione e leva di mezzo questi dannati reality show. Torna e facci sorridere perchè nessuno può farlo meglio di te in questo periodo!”.
Ecco di seguito il video del pezzo che costrinse Beppe ad abbandonare la TV:

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