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Ragazza uccisa a Siracusa, compagno confessa delitto: perché ha ammazzato la madre di sua figlia

Ragazza uccisa a Siracusa: dopo ore di estenuante interrogatorio, Paolo Cugno ha confessato il delitto di Laura Petrolito, la compagna ventenne nonché madre della loro bambina nata 8 mesi fa. L’ha uccisa a coltellate e poi gettata in un pozzo artesiano nelle campagne di Canicattini Bagni, paese della provincia di Siracusa. Il reo confesso è un ragazzo, bracciante agricolo, che ha ammesso di avere assassinato perché in preda ad un raptus di gelosia. Dalla prima ora unico e solo sospettato per il delitto, è accusato di omicidio da ieri sera e si trova in stato di fermo. Fuori dalla caserma la folla lo ha coperto di insulti: “Sei un assassino“, “Devi marcire in carcere”, “Hai ammazzato una ragazza, maledetto”. La vittima aveva avuto un passato difficile. Abbandonata dalla madre, fin da piccola aveva vissuto da sola con il padre, uomo molto amorevole e colui che già la sera del 17 marzo aveva dato l’allarme perché non riusciva a mettersi in contatto con lei. Laura Petrolito era già madre di un primo figlio di 3 anni, avuto da un altro compagno quando era ancora minorenne.

Paolo Cugno il 17 marzo era stato l’ultimo ad aver visto la ragazza in vita, quindi dopo il ritrovamento del cadavere della ragazza era stato portato in caserma per essere interrogato. La coppia, infatti, da tempo aveva problemi e sabato sera si era allontanata dalla casa del padre di Laura, lasciando a lui la bambina. L’uomo non vedendoli rincasare si è preoccupato e ha dato l’allarme. Secondo il medico legale Francesco Coco, che ha eseguito la prima ispezione cadaverica, il killer reo confesso avrebbe inferto alla compagna “almeno 6 coltellate” al collo e al petto, e avrebbe poi cercato di nascondere il corpo gettandolo nel pozzo artesiano in cui appunto è stato rinvenuto. Il cadavere sarebbe però rimasto intrappolato tra le lamiere, tanto che l’uomo avrebbe cercato, invano, di spingerlo in fondo. Agli inquirenti ieri sera avrebbe anche indicato il punto in cui ha nascosto l’arma del delitto. E’ inoltre emerso che in passato il fermato avrebbe anche minacciato un uomo con una motosega.

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Il comandante provinciale dei carabinieri, Luigi Grasso, poche ore fa ha dichiarato: “Stiamo ricostruendo la vita della ragazza e la situazione di coppia non ci appare serena. Sembra che Laura litigasse spesso con il compagno ma al momento è difficile dire di più”. “Ho conosciuto Laura tanti anni fa, una ragazza che è stata sfortunata nella vita, ma adesso era riuscita a trovare il suo equilibrio. Lo ha cercato diventando mamma”, ha detto il sindaco del paese.

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