di MiDa

ReddiTest e Redditometro: Cosa Sono e Come Funzionano


 

Sono i termini più ricorrenti delle ultime ore e una impressione largamente condivisa porta a ritenere che la confusione generata nell’ utenza viaggi di pari passo al malumore percepito. Redditest e redditometro sono piombati nella case degli italiani.

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La nuova frontiera della lotta all’evasione fiscale. Inasprita, scientifica. Il controllo, secondo qualcuno esasperato, nelle tasche degli italiani per studiarne il rapporto (fiscale) tra entrate ed uscite, riscontrare eventuali anomalie e scovare i furbi. Conosciamo meglio i nostri compagni di viaggio, simili ma allo stesso tempo diversi. Per pubblicità, ruolo e possibili conseguenze. Cominciamo dal fratello più grande, il primogenito. Quello meno “antipatico” (perché innocuo) alla gente, il redditest.

Qualcuno lo ha già ribattezzato “la macchina della verità”. E’ il test, scaricabile dal sito dell’Agenzia delle Entrate, con il quale il contribuente può verificare la congruità fiscale tra redditi famigliari e spese sostenute. Il tutto comodamente da casa, grazie ad un software che risiede sul pc dal quale viene scaricato e non trasmette dati all’Agenzia delle Entrate. Insomma, un controllo fai-da-te coperto dalla privacy e che “muore” nelle quattro mura domestiche. Per capirci: avete presente l’alcoltest all’interno di disco e pub? Lì controllate (senza alcuna “punizione”) se avete alzato il gomito per evitare brutte sorprese al posto di blocco (dove, invece, soglie fuorilegge aprono a multe salate, ritiro patente, etc).

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Il redditest ha funzione identica. Ti mette, eventualmente, in guardia. Scaricato il programma, seguire le istruzioni. Si inseriscono le informazioni richieste (residenza, composizione famiglia e reddito) e le spese sostenute nell’anno ( suddivise in 7 gruppi: abitazione, mezzi di trasporto, assicurazioni e contributi, istruzione, tempo libero e cura della persona, altre spese significative, investimenti immobiliari e mobiliari). Dieci minuti di compilazione, schiacci un tasto e la macchina elabora.

Sei al semaforo. Non c’è il giallo. Solo verde o rosso. Il verde ti premia, sei fiscalmente coerente. Stai tranquillo. Col rosso no. Non sei nei guai, come detto è un autocontrollo, ma sappi che per i parametri dell’Agenzia delle Entrate non c’è congruità tra il reddito della tua famiglia ed il suo tenore di vita. Che, un domani (molto vicino), potrebbe entrare nel mirino del redditometro, la nuova “arma” nella lotta all’evasione.

Partirà da gennaio e, a differenza del redditest, non è una autodiagnosi ma quella vera (e temuta) del Fisco che può convocare, in presenza di dati ritenuti “incoerenti”, il contribuente per giustificare lo scostamento tra spese effettuate e reddito dichiarato ( onere della prova sul cittadino). L’Agenzia delle Entrate, secondo una cui statistica 1 famiglia su 5 è “strana”, incrocerà i dati facendo riferimento a 100 voci divise in macrocategorie simili a quelle indicate nel redditest (abitazioni, assicurazioni, investimenti, tempo libero, etc). Ogni voce avrà lo stesso coefficiente (una barca varrà quanto un camper) e sotto la lente di ingrandimento finiranno i redditi del 2009 (dunque le dichiarazioni del 2010). Gli italiani si stanno già sbizzarrendo al pc.

Molti “normali” sono preoccupati: può scattare un “rosso” al redditest che si scontra con la correttezza e magari gli sforzi per arrivare a fine mese. Giù polemiche. Dal Pdl parlano addirittura di “Stato di Polizia Tributaria”. “ Ci sarà tolleranza superiore al 20% già previsto per legge tra reddito dichiarato e ricostruito” – tiene a precisare il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Befera. Per ora ci sono molti computer accesi. Un verde che esalta o un rosso che preoccupa. 100 “voci” (non è obbligatorio) da compilare ed una condivisa da milioni di italiani: quella della protesta.

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