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Reddito di cittadinanza M5S, apertura di Salvini: “Sì, ma a determinate condizioni”

Reddito di cittadinanza proposto dal Movimento 5 Stelle, adesso arriva l’apertura anche di Matteo Salvini, leader della Lega. Nella settimana decisiva per la partita politica che porta a Palazzo Chigi, infatti, il capo politico del Carroccio cerca di delineare una linea che possa mettere d’accordo anche il Movimento 5 Stelle. E lo fa sottolineando l’importanza del Reddito di cittadinanza, ma a determinate condizioni. “Non è o Salvini o la morte” ha detto inoltre parlando della possibilità che invece di premier lui diventi ‘solo’ ministro. “A me – ha spiegato – interessa che l’Italia cambi. Sono pronto a metterci la faccia in prima persona e lavorare 24 ore su 24. Ma siccome voglio il cambiamento non è o Salvini o la morte”.

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Reddito di cittadinanza, l’apertura di Matteo Salvini

“Se il reddito di cittadinanza fosse pagare la gente per stare a casa dico di no, ma se fosse uno strumento per reintrodurre nel mondo del lavoro chi oggi ne è uscito allora sì”, ha detto Matteo Salvini spiegando, però, come con Di Maio “non ne abbiamo mai parlato, non abbiamo mai parlato di governo e di programmi, per serietà abbiamo parlato di fare partire prima possibile i lavori delle Camere – conclude – sulle idee che abbiamo su temi come lavoro, giustizia, scuola dobbiamo confrontarci”. “Si parte dal programma, chiunque ci stia al programma; chi fa il Presidente del Consiglio è l’ultimo dei miei problemi. Io sono pronto, non sono come quei bambini che vanno al campetto che se non fanno gol se ne vanno col pallone. Sono disponibilissimo a ragionare con tutti”, ha detto a Sky TG24 il leader della Lega parlando delle possibili alleanze di governo.

Salvini Premier? “Non è una questione di vita o di morte”

“La coalizione che ha vinto è quella di centrodestra. Anche se non ha i numeri sufficienti per governare da sola ha vinto, quindi si parte dal programma di centrodestra”, ha sottolineato Salvini. E all’interno del centrodestra, ha ricordato, l’accordo era che chi prendeva un voto in più esprimeva il premier. “Sono pronto ma – ha aggiunto – non voglio fare il presidente del Consiglio a tutti i costi, con tutti perché altrimenti mi ammalo. Lo faccio se c’è la possibilità di approvare le leggi per cui gli italiani mi hanno dato il voto. Altrimenti se mi dicono va a fare il presidente di un governo dove ci son dentro tutti quanti e poi vediamo che cosa si riesce a fare in un anno no”.

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