di Andrea Monaci in

Reddito d’inclusione: cos’è, cosa prevede, chi ne ha diritto, come si richiede


 

Che cos’è il reddito d’inclusione? Cosa prevede e chi ne ha diritto? Una scheda completa sul nuovo ammortizzatore sociale entrato in vigore lo scorso 14 ottobre 2017

Reddito d'inclusione: cos'è, cosa prevede, chi ne ha diritto, come si richiede

Lo scorso 14 ottobre 2017, con l’approvazione del Decreto legislativo 147/2017, è entrato in vigore il reddito d’inclusione. Si tratta della prima misura di sostegno al reddito di tipo universale realizzata nel nostro paese. Il reddito d’inclusione fa parte del pacchetto di provvedimenti previsto dalla legge delega sulla povertà. A partire dall’1° gennaio 2018, il reddito d’inclusione prenderà il posto del Sostegno per l’inclusione attiva (SIA) e dell’ASDI, l’Assegno di disoccupazione.

Che cos’è il reddito d’inclusione

Il reddito d’inclusione è uno strumento di sostegno al reddito complesso. Nel prevederlo, il legislatore ha pensato ad un provvedimento di carattere universale, erogato sulla base dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE). Il fine del reddito d’inclusione è la “lotta alla povertà”, rappresentando un’integrazione, seppur modesta, al reddito già insufficiente dei nuclei familiari individuati dal provvedimento. Oltre al contributo di natura economica, la misura comprende una serie di servizi aggiuntivi e personalizzati, erogati con l’obiettivo di eliminare la causa della condizioni di disagio economico del nucleo familiare.

Cosa prevede

Il reddito d’inclusione prevede l’erogazione di un assegno di € 485,41 e la contemporanea erogazione di servizi personalizzati per tutta la famiglia, con l’obiettivo di sostenere l’inserimento sociale e lavorativo dei suoi membri. I servizi vengono erogati solo a seguito di un’analisi preliminare che deve essere svolta dai servizi sociali del comune di residenza del nucleo familiare. Se la situazione di povertà è legata soltanto alla disoccupazione o alla precarietà del lavoro, il progetto personalizzato sarà incentrato sulle politiche attive del lavoro e si concretizzerà nel patto di servizio o nell’attività di reinserimento intensiva dell’assegno di ricollocazione, strumenti già previsti dal Decreto legislativo 150/2015.
Nei casi particolarmente complessi, cioè quelli in cui la difficoltà della famiglia non è soltanto imputabile all’assenza del lavoro, è prevista un’analisi più complessa. In questi casi entra scende in campo un’equipe multidisciplinare composta da un operatore sociale e da altri rappresentanti della rete dei servizi territoriali. Questi sono identificati dal servizio sociale del comune di residenza in base ai bisogni del nucleo familiare. Le attività che possono essere predisposte spaziano dall’ambito dei servizi per l’impiego alla formazione, delle politiche abitative alla tutela della salute ed all’istruzione.
La durata del provvedimento e della misura di sostegno al reddito è di 18 mesi, prorogabili di ulteriori 12 mesi.

Chi ne ha diritto

Chi ha diritto a ricevere il reddito d’inclusione? Hanno diritto a ricevere il reddito d’inclusione i nuclei familiari che rientrano nella condizione di povertà, come definita dal Decreto legislativo 147/2017. E’ quindi richiesto il possesso dei seguenti requisiti:

  • cittadino dell’Unione Europea o suo familiare che sia titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero cittadino di paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
  • residente in Italia, in via continuativa, da almeno due anni al momento di presentazione della domanda;
  • con riferimento alla condizione economica, il nucleo familiare del richiedente deve essere in possesso
    congiuntamente di:
    1) un valore dell’ISEE, in corso di validità, non superiore ad euro 6.000;
    2) un valore dell’ISRE non superiore ad euro 3.000;
  • un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore ad euro 20.000;
  • un valore del patrimonio mobiliare, non superiore ad una soglia di euro 6.000, accresciuta di euro 2.000 per ogni componente il nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di euro 10.000;
  • un valore non superiore alle soglie di cui ai numeri 1 e 2 relativamente all’ISEE e all’ISRE riferiti ad una situazione economica aggiornata nei casi e secondo le modalità previste dal 2018 (precompilazione DSU a cura di Inps e Agenzia delle Entrate).
  • con riferimento al godimento di beni durevoli e ad altri indicatori del tenore di vita, il nucleo familiare deve trovarsi congiuntamente nelle seguenti condizioni:
    1) nessun componente intestatario a qualunque titolo o avente piena disponibilità di autoveicoli, ovvero motoveicoli immatricolati la prima volta nei ventiquattro mesi antecedenti la richiesta, fatti salvi gli autoveicoli e i motoveicoli per cui è prevista una agevolazione fiscale in favore delle persone con disabilità ai sensi della disciplina vigente;
    2) nessun componente intestatario a qualunque titolo o avente piena disponibilità di navi e imbarcazioni da diporto di cui all’articolo 3, comma 1, del decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171.

Oltre ai requisiti indicati in precedenza in sede di prima applicazione, ai fini dell’accesso al reddito d’inclusione il nucleo familiare, con riferimento alla sua composizione come risultante nella DSU, deve trovarsi al momento della richiesta in una delle seguenti condizioni:

  • a) presenza di un componente di età minore di anni 18;
  • b) presenza di una persona con disabilità e di almeno un suo genitore ovvero di un suo tutore;
  • c) presenza di una donna in stato di gravidanza accertata. La documentazione medica attestante lo stato di gravidanza e la data presunta del parto è rilasciata da una struttura pubblica e allegata alla richiesta del beneficio, che può essere presentata non prima di quattro mesi dalla data presunta del parto;
  • d) presenza di almeno un lavoratore di età pari o superiore a 55 anni, che si trovi in stato di disoccupazione per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale intervenuta nell’ambito della procedura di cui all’articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, ed abbia cessato, da almeno tre mesi, di beneficiare dell’intera prestazione per la disoccupazione, ovvero, nel caso in cui non abbia diritto di conseguire alcuna prestazione di disoccupazione per mancanza dei necessari requisiti, si trovi in stato di disoccupazione da almeno tre mesi.

Come richiederlo

Come si richiede il reddito d’inclusione? La legge individua nei Comuni il punto di partenza del processo di accertamento dei requisiti e di conseguenza per l’accesso alla misura. Si legge nel testo del D.lgs. 147/2017: « I punti per l’accesso sono concretamente identificati dai comuni che si coordinano a livello di ambito territoriale e comunicati, entro novanta giorni dall’entrata in vigore del presente decreto, da ciascun ambito territoriale all’INPS, alla regione di competenza e al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, che ne dà diffusione sul proprio sito istituzionale». Occorrerà quindi aspettare il 2018, precisamente il 14 gennaio 2018, per conoscere i punti di accesso per richiedere ed ottenere il reddito d’inclusione.

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