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Redditometro: che cos’è e come funziona

Forti sono le reazioni dell’opinione pubblica e politica.  Una delle associazioni dei consumatori, l’Adusbef, ha impugnato il decreto ministeriale e annuncia un’azione legale, mentre il leader del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo attacca il redditometro con dure contestazioni.

Il redditometro è uno strumento attivato dall’Agenzia dell’Entrate che ha lo scopo di incrociare le uscite con le entrate degli italiani al fine di scovare comportamenti di spesa sospettosi, che si propone di combattere l’evasione fiscale che in Italia ha raggiunto dei livelli molto preoccupanti. Qualcuno la definisce una sorta di “radiografia” che setaccerà oltre 100 capitoli di spesa. L’agenzia delle entrate ha messo a disposizione un redditest online per dar la possibilità a tutti i contribuenti di conoscere in anticipo la propria situazione di fronte al fisco e cominciare a familiarizzare con il nuovo redditometro.

Redditometro Come Funziona

Grazie ad alcune anticipazioni del Sole 24 ore, si comincia a delineare con più chiarezza il funzionamento del redditometro. Il fisco cercherà, là dove possibile, di dedurre in maniera diretta quelle che sono state le spese sostenute da ogni singola famiglia, facendo riferimento a dei valori medi di un determinato bene, che saranno calcolati tenendo conto ovviamente delle tipologie di famiglia suddivise in 11 categorie. Si terrà conto del proprio tenore di vita e delle zone geografiche in cui si vive, suddivise in 5 zone principali.

Le posizioni dei cittadini che saranno ritenute non congrue, saranno analizzate nei prossimi mesi, invitando a presentare delle giustificazioni rispetto ai propri movimenti economici nei casi in cui il valore delle proprie entrate non giustifica le uscite o il proprio tenore di vita. In generale si terrà conto dei valori medi calcolati e stimati dall’anagrafe tributaria o rilevati dall’Istat. Nel caso mancassero questi riferimenti, il fisco si riserva la possibilità e il diritto di commissionare specifici studi o analisi di settore, come sui dati che riguardano le spese per imbarcazioni, aerei o cavalli per esempio.

Spetterà ai cittadini, nel caso scatti un accertamento, dimostrare che l’eventuale livello dei consumi incongruo è in un qualche modo spiegabile. Si tratterà quindi di dimostrare che il finanziamento delle spese in questione è avvenuto con redditi diversi da quelli posseduti nel periodo di imposta considerato, o con redditi esenti, e quindi non dichiarati, o ancora perché c’è stato il contributo di una terza persona, ad esempio di un genitore che ha elargito al proprio figlio una certa somma per sostenere appunto determinate spese.

Tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo di questo anno, l’Agenzia delle Entrate definirà le liste dei contribuenti considerati “a rischio” e che saranno quindi sottoposti ad ispezione fiscale a partire proprio dal mese di marzo stesso. I criteri preliminari prevedono che il nuovo redditometro prenderà di mira innanzitutto i cittadini per i quali si rilevano scostamenti tra spese per consumi e redditi dichiarati superiori al 20%. Da notare infine che la prima applicazione pratica del nuovo strumento anti-evasione avverrà sui redditi del 2009, ossia sulle dichiarazioni effettuate nel 2010.

Forti sono le critiche e le dichiarazioni di associazioni e gruppi politici. L’Adusbef ha dato mandato ai propri legali “di impugnare in tutte le sedi, dalle Commissioni tributarie al Tar del Lazio, il decreto ministeriale” sul redditometro. Lo annuncia il presidente Elio Lannutti che contesta l’inversione dell’onere della prova. Il nuovo redditometro, ha sottolineato l’Adusbef, è una “palese violazione degli articoli 3, 24 e 53 della Costituzione e dello Statuto dei diritti del contribuente, poiche’ pone a carico del cittadino l’onere della prova”.

Non mancano le contestazioni da parte del Movimento 5 Stelle e del suo leader Beppe Grillo che dichiara, attraverso i social network, che il redditometro non è altro che uno studio di settore sulle famiglie del tipo: “Ti ha prestato i soldi tua mamma? Dimostramelo ! Hai risparmiato i soldi in casa in una cassetta o sotto la mattonella? Dimostramelo!. Voglio rovesciare questo concetto, in quanto siete voi, in Parlamento, che dovete dimostrare come spendete i nostri soldi!” conclude la sua dichiarazione di dissenso il leader a 5 stelle Beppe Grillo.

Written by mbarbie1970

42 anni, Contabile d'Azienda, convivente, un figlio, dal 1990 nel settore commercio; dal 1995 settore industriale; freelance publishing, gestore ed amministratore del sito notiziemercatimondiali.com.
Appassionato esperto di borse e mercati finanziari, azioni, opzioni e futures.

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