di Antonio Paviglianiti in ,

Referendum Lombardia e Veneto affluenza: si vota per l’autonomia, occhio ai numeri


 

Referendum Lombardia e Veneto affluenza: oggi cittadini veneti e lombardi chiamati al voto. Zaia deve raggiungere il Quorum, Maroni deve fare i conti con i tablet…

Referendum Lombardia e Veneto, seggi aperti dalle 7 fino alle 23 nelle due Regioni italiane, chiamate ad esprimersi nel referendum consultivo sull’autonomia. Chiamate al voto 12 milioni di persone, quasi 8 milioni di lombardi e 4 milioni di veneti. Debutta in Lombardia il voto elettronico, ma la maggior incognita è quella dell’affluenza, in Veneto necessario il 50% più uno degli aventi diritto. Si può votare sì, no o scheda bianca.

Referendum Lombardia e Veneto come si vota

Referendum Lombardia e Veneto, come si vota? Chi vota sì esprime il proprio parere favorevole alla possibilità che le Regioni ottengano maggiori competenze dal Governo e gestiscano a livello locale materie oggi di competenza statale. «Sarà un’opportunità trasversale» ha detto il leader della Lega Nord Matteo Salvini mentre il ministro Martina ha lanciato l’allarme per una «deriva catalana».

In Lombardia, per i 7,9 milioni di elettori chiamati ad esprimersi, non è previsto quorum affinché la consultazione sia valida, necessaria la maggioranza più uno degli aventi diritto invece in Veneto. Differenze anche nel sistema di voto: debutta in Lombardia il voto elettronico, gli elettori troveranno in cabina una «voting machine», con uno schermo touch screen invece della classica scheda. Si vota con carta e matita invece in Veneto.

Referendum Lombardia e Veneto: cosa cambia se vince il sì?

Il voto non è vincolante, una vittoria del sì darebbe mandato alle regioni per chiedere al governo di avviare una trattativa per ottenere maggiori competenze in 20 materie concorrenti, tra cui il coordinamento della finanza pubblica, lavoro, energia, infrastrutture, e in tre per ora esclusive dello Stato: giustizia di Pace, istruzione e tutela dell’ambiente e dei beni culturali. In caso di intesa fra Stato e Regioni il tutto dovrà tradursi in una legge che dovrà essere approvata a maggioranza assoluta da entrambe le Camere.

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