di Michela Becciu in , , ,

Referendum su Art. 18, la Consulta dice no ma dà l’ok a quelli su Voucher e Appalti: cosa cambierà?


 

Referendum su Art. 18, la Consulta dice no ma dà l’ok a quelli su Voucher e Appalti: cosa potrebbe cambiare adesso

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La Corte costituzionale ha detto no, giudicandolo inammissibile, al Referendum sull’Art.18: il quesito proposto dalla Cgil avrebbe chiesto agli elettori di pronunciarsi in merito all’abrogazione delle modifiche apportate allo stesso dal Jobs Act, così da ripristinare i limiti per i licenziamenti senza giusta causa debellati dal governo Renzi. La cancellazione delle norme del Jobs Act in merito ai licenziamenti illegittimi che prevedono il pagamento di un indennizzo invece del reintegro sul posto di lavoro dunque non si avrà.

La Consulta, chiamata ad esprimersi sui tre referendum abrogativi in materia di lavoro, per i quali la Cgil aveva raccolto 3,3 milioni di firme, ha invece dato via libera ai quesiti inerenti alle norme sui Voucher e il lavoro accessorio e sugli Appalti, ossia le limitazioni introdotte sulla responsabilità dei committenti negli appalti anche per le azioni fatte dai subappaltatori.

Il quesito referendario sui Voucher, buoni introdotti nel 2003 per pagare il lavoro accessorio (e stagionale) nell’agricoltura e ridurre il lavoro sommerso e caporalato, mira ad abolirli. Sotto accusa le modifiche fatte dalla Fornero e dal Jobs Act, ovvero l’aumento della soglia massima di pagamento (non oltre i 5mila euro) e la liberalizzazione dei destinatari, tanto che dal 2014 vi si faceva ricorso anche in altri ambiti lavorativi come quello delle ripetizioni, delle pulizie, dell’edilizia, dell’università e delle attività della comunicazione.

Un tema spinoso, che per i contrari al Referendum potrebbe comportare il concreto rischio di riportare nel sommerso molti lavoratori. Prima che cadesse, il governo Renzi aveva anche provato ad approvare alcune modifiche, cioè imponendo non più di tre giorni continuativi e l’obbligo per il datore di lavoro di comunicare all’ispettorato del lavoro l’identità del lavoratore, il luogo e la durata della prestazione. Misure blande e non sufficienti per la Cgil. Potrebbe dunque accadere che il governo Gentiloni prima del Referendum introduca altre modifiche che facciano desistere i sindacati.

Il Referendum sugli Appalti punta invece all’abolizione dell’articolo 29 del decreto legislativo 10 settembre 2003. In altre parole si vuole ripristinare, in caso di violazioni subite dai lavoratori, la responsabilità anche all’azienda appaltatrice, che oggi è prerogativa solo di quella che vince l’appalto.

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