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Regolamento parlamentare M5S 2018: come funziona? Cosa cambia rispetto alla passata legislatura

Regolamento parlamentare del Movimento 5 Stelle per la legislatura che dovrebbe andare dal 2018 al 2023. A scriverne, sulle colonne de La Repubblica, è la penna di Annalisa Cuzzocrea, giornalista che ha trovato e pubblicato il nuovo regolamento interno dei gruppi parlamentari del Movimento 5 Stelle. Le regole stabiliscono con chiarezza che a decidere su quasi tutto è il capo politico del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio. Nel regolamento precedente, invece, si stabiliva che il massimo potere apparteneva all’assemblea dei parlamentari. Il vecchio regolamento conteneva anche alcune clausole per evitare la nascita di leadership personali, la più importante delle quali stabiliva una rotazione ogni tre mesi degli incarichi dei capigruppo; quella regola è stata modificata.

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Regolamento parlamentare M5S 2018: tutte le novità

Il nuovo regolamento parlamentare del M5S 2018 stabilisce che importanti figure del Parlamento vengono nominate direttamente dal capo politico del Movimento. L’assemblea dei parlamentari ha il compito di approvare, con un voto a maggioranza, la decisione del capo politico. Il regolamento presentato da Repubblica specifica anche che i capigruppo possono essere rimossi su richiesta del capo politico, mentre l’assemblea non è dotata di questo potere. I capigruppo nominati a inizio legislatura rimangono in carica per 18 mesi. Quelli eletti successivamente soltanto per dodici mesi.  I parlamentari del M5S non hanno scelta, inoltre, se non quella di affidarsi alla struttura comunicativa stabilita dal capo politico, Di Maio, il quale avrà anche il compito di coordinare la comunicazione dei gruppi parlamentari con quella del partito più in generale.

Regolamento parlamentare M5S 2018: requisiti di accesso e casi di espulsione

Come diventare un parlamentare del M5S 2018? Eventuali richieste di adesione provenienti da senatori precedentemente iscritti ad altri Gruppi potranno essere valutate, purché siano incensurati, non siano iscritti ad altro partito, non abbiano già svolto più di un mandato elettivo oltre quello in corso, ed abbiano accettato e previamente sottoscritto il “Codice etico”. Questa è una clausola perché il Movimento 5 Stelle si è a lungo battuto contro i cosiddetti “cambi di casacca”, cioè i passaggi dei parlamentari da un gruppo all’altro. E per le espulsioni dal Parlamento?  Nella maggior parte dei casi, per decidere se espellere un componente o meno bisogna sottoporre la decisione al voto degli iscritti al Movimento sulla piattaforma Rousseau. Ma il regolamento stabilisce chiaramente che il capo politico può decidere in autonomia le espulsioni, senza bisogno di ricorrere a votazioni né tra gli iscritti né tra i parlamentari.

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