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Renata Rapposelli news autopsia: analisi su larve nell’intestino, da lì la possibile svolta su cause morte

Morte Renata Rapposelli ultime notizie: sono ancora in corso gli esami della Scientifica sui reperti prelevati in casa e nell’auto di Simone e Giuseppe Santoleri – figlio ed ex marito della pittrice anconetana di 64 anni uccisa lo scorso 9 ottobre a Giulianova e trovata cadavere a Tolentin, sulle rive del Chienti, un mese dopo – e sulla salma della donna. Ripetute autopsie non hanno permesso al medico legale di risalire alla esatta causa del decesso della vittima che, si ipotizza, potrebbe essere stata soffocata e/o strangolata, forse anche stordita. Il cadavere è stato infatti rinvenuto in avanzato stato di decomposizione tale da impedire siffatto accertamento.

Un procedimento quello degli inquirenti costretto dunque ad andare ‘ad escludendum’, e che ha permesso solo di dire con certezza che Renata Rapposelli non è stata uccisa a colpi di arma da fuoco né a coltellate. Tuttavia la speranza di giungere alla verità ancora esiste: sarebbero infatti in corso nuovi ulteriori approfondimenti sulle larve trovate all’interno dell’intestino della donna, che potrebbero dire con certezza se la pittrice sia stata o meno avvelenata. Qualora l’accertamento fosse negativo, allora come possibili cause di morte rimarrebbero lo strangolamento o il soffocamento.

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Per il delitto e la soppressione del cadavere della donna sono indagati e in carcere dallo scorso 6 marzo il figlio e l’ex marito della Rapposelli. Simone Santoleri, che di recente si sarebbe intenzionalmente ferito in carcere, è stato trasferito “per ragioni di sicurezza” dal carcere di Teramo a quello di Lanciano. L’uomo, parlando con i suoi legali avrebbe smentito di aver avuto dei dissidi con altri detenuti o che sia stato minacciato da qualcuno. Per i suoi legali i motivi del trasferimento addotti dal pm Enrica Medori non sussisterebbero, e “ancor di più dopo aver parlato con Simone e per questo chiederemo delle spiegazioni o potremmo anche ricorrere al Tribunale di sorveglianza”.

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Giovedì 19 aprile avrà luogo l’udienza davanti al Riesame della Corte d’Appello de L’Aquila che dovrà decidere se accogliere la richiesta di scarcerazione ( o in subordine degli arresti domiciliari), per i due uomini. “Ciò di cui invece è preoccupato Simone è soprattutto la lontananza dal padre, questo provvedimento sembra voler essere ‘punitivo’ in tal senso” – riferiscono i difensori di Simone Santoleri – “Pur non essendo reclusi nella stessa ala di Castrogno e godendo dell’ora d’aria in ambiti diversi, i due, attraverso specifici permessi, finora si potevano vedere e parlarsi e il figlio poteva appunto sincerarsi delle condizioni di Giuseppe”. Ora che sono stati separati ciò è impossibile.

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