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Renata Rapposelli news: l’auto del figlio a Tolentino, ancora sospetti su Simone Santoleri

Morte Renata Rapposelli news: il cerchio investigativo si stringe sempre di più attorno a Simone Santoleri, indagato a piede libero insieme al padre Pino, ex marito della vittima, per omicidio in concorso e occultamento di cadavere ai danni della madre. La pittrice anconetana è scomparsa nel tardo pomeriggio del 9 ottobre scorso, dopo essere arrivata in treno da Ancona fino a Giulianova dove abitano i due uomini, con i quali lei non aveva contatti diretti da 8 anni. La procura ipotizza che la donna sia stata attirata con l’inganno: le era stato detto dall’ex coniuge che Simone era gravemente malato allo stomaco, e per questo dopo varie esitazioni anche su consiglio di alcuni amici aveva deciso di andare a trovarlo, nonostante tra loro ci fossero molti rancori mai sopiti.

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Pittrice uccisa: i video che inchiodano l’auto dei Santoleri a Tolentino

L’auto del 43enne è stata infatti immortalata lungo la strada che da Giulianova porta alle campagne di Tolentino, vicino al fiume Chienti dove il 10 novembre è stato ritrovato il corpo in avanzato stato di decomposizione della madre, che lui non ha mai cercato e di cui non aveva denunciato la scomparsa: ci sono dei video che immortalerebbero la vettura dei Santoleri, in più punti e in diversi giorni e fasce orarie. La vettura – la Fiat 600 bianca più volte sottoposta ad accertamenti irripetibili – sale lungo l’Adriatica e si avvicina all’area che interessa questa inchiesta: le campagne di Tolentino, sul Chienti, dove venne trovato il cadavere della pittrice Renata. Per la procura questa non sarebbe affatto una coincidenza. Tre frame al vaglio degli investigatori, datati 9 ottobre tra le 17 e le 19, giorno della scomparsa di Renata, in cui la Fiat 600 bianca è immortalata in 3 punti diversi e da 3 telecamere differenti. Ad aggravare la situazione dei due indagati il fatto che altri video avrebbero immortalato la loro auto (stavolta rispetto al primo caso la targa della vettura sarebbe perfettamente identificabile e corrisponderebbe con quella dell’auto degli indagati) tre giorni dopo la scomparsa di Renata Raposelli. L’auto si trova nei pressi del Comune di Porto Sant’Elpidio, nel Fermano, la mattina del 12 ottobre. Percorre la Statale 16 Adriatica in direzione nord e gira a sinistra, imboccando proprio la strada per Tolentino. Il filmato è nitido e la telecamera inquadra anche la targa, che corrisponde a quella dell’auto dei Santoleri. Ieri anche il programma Chi l’ha visto? ne ha dato conferma mostrando questo grafico del percorso fatto dalla vettura:

Renata Rapposelli: il movente del delitto è economico

C’è una questione di soldi dietro l’omicidio della pittrice 59enne che, il suo legale ha confermato, viveva in condizioni di grave indigenza da ormai due anni, a causa della mancata erogazione della pensione scaturita dal suo lavoro alle Poste a causa di un cavillo burocratico, la mancanza di una firma su un documento. Per questo motivo Renata suo malgrado si era trovata costretta a chiedere, ma per un breve periodo, l’assegno di mantenimento all’ex marito per un ammontare di 200,00 Euro mensili stabiliti dal giudice. A gestire la pensione dell’ex Pino Santoleri è però il figlio Simone, con cui vive, decisamente avverso alla madre e contrario a quell’assegno, ma soprattutto agli arretrati cui Renata aveva diritto per legge e che ammontavano a 3mila euro. L’insistente pretesa di Renata che tramite il suo avvocato aveva più volte chiesto a quello dei Santoleri un incontro per trovare un accordo, e il litigio avvenuto il giorno della scomparsa, sarebbero stati i motivi per i quali Simone con la complicità del padre avrebbe ucciso la donna. Proprio per il 16 ottobre infatti – una settimana prima della scomparsa di Renata – il legale della pittrice aspettava una risposta dall’avvocato dei Santoleri in merito agli arretrati che il suo assistito avrebbe dovuto elargire alla pittrice. Solo una coincidenza che la donna sia stata uccisa prima di quell’importante giorno?

Renata Rapposelli figlio news video auto: “Solo illazioni”, la difesa passa al contrattacco

In realtà il 16 ottobre i carabinieri di Cingoli vanno da Simone Santoleri per informarlo che un amico della madre ne aveva denunciato la scomparsa. E’ lui che lo raccontò ai microfoni di Chi l’ha visto?, commettendo un lapsus che ora fa pensare: “Vennero a comunicarmelo i carabinieri di Cingoli, ma mi viene da dire ‘Chienti’ e non so perché”. Simone settimane prima che venisse trovato il cadavere della madre parla del luogo del ritrovamento del corpo. Tradito dal suo inconscio, questa è la tesi degli investigatori. Dopo quel momento fece decine di telefonate alla madre che ovviamente non ottennero risponde, perché il telefono della pittrice, mai trovato, è spento da quel 9 ottobre. Secondo la Procura Simone si stava a quel punto già precostituendo un alibi, fingendosi preoccupato per la madre che da otto anni non vedeva e non cercava, e con la quale aveva litigato anche il giorno in cui la donna è stata uccisa.

Morte Renata Rapposelli

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