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Renata Rapposelli news, scheda sim clonata: telefonata da numero sconosciuto arriva ai Ris

Importanti novità sul giallo di Giulianova potrebbero giungere nei prossimi giorni anche con il risultato degli accertamenti tecnici ed informatici sulle ‘tracce’ lasciate dal telefono cellulare della pittrice uccisa prima che, poco dopo le 13 del 9 ottobre scorso (giorno della scomparsa e della morte), si spegnesse per sempre. Se infatti il cellulare della donna non è stato ritrovato, le sofisticate tecnologie a disposizione degli inquirenti hanno permesso di clonare la scheda sim intestata alla donna, trovata cadavere il 10 novembre a pochi metri del fiume Chienti, nelle campagne di Tolentino.

Morte Renata Rapposelli

Grazie alla ‘ricostruzione’ degli utilizzi di quella scheda telefonica, infatti, sarà possibile geolocalizzare a posteriori Renata Rapposelli nelle ore precedenti la sua scomparsa. Ciò sarà importantissimo per capire dove è stata la donna prima di perdere la vita, e in particolar modo per verificare se davvero poco dopo le 13 di quel giorno è andata a casa del figlio e dell’ex marito a Giulianova, e se da lì se ne sia andata prima delle 14. Importante indiscrezione è giunta nei giorni scorsi proprio in merito ai succitati accertamenti tecnici sulla scheda sim: dopo la ‘clonazione’, infatti, una volta che gli investigatori hanno inserito la scheda in un cellulare facendola risultare ‘attiva’, è arrivata una telefonata al numero di Renata Rapposelli da un’utenza sconosciuta. Chi si è accorto che dopo mesi di silenzio il numero della pittrice era tornato attivo?

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morte renata rapposelli

E’ un fatto molto particolare, questo: chi ha telefonato a Renata Rapposelli a quattro mesi dalla sua morte, dopo soli pochi minuti che la scheda sim clonata è stata inserita in uno smartphone? Gli inquirenti in questi giorni sono al lavoro proprio per capire chi sia l’autore o l’autrice di quella chiamata, a chi sia intestato il numero dal quale è partita la telefonata, al fine di capire se si tratti di una persona che potrebbe in qualche modo risultare implicata nella oscura vicenda, o magari solo qualche conoscente della pittrice che – si tratta solo di un’ipotesi, ovviamente – vedendo ‘online’ su WhatsApp la Rapposelli, incuriosito, ha provato a telefonare. Presto sapremo di più in merito, nel frattempo il cerchio investigativo si sta stringendo intorno al figlio della donna, Simone Santoleri, in quanto diversi elementi emersi in queste settimane starebbero smantellando sempre di più la ricostruzione dei fatti da lui fornita agli inquirenti. In particolare vi sarebbero diversi video che collocherebbero la Fiat 600 bianca in uso a lui e suo padre, entrambi indagati per omicidio in concorso e occultamento di cadavere, proprio nei luoghi in cui è stato trovato il cadavere della povera Renata, e dove il figlio ha sempre detto di non essere andato e di non frequentare.

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