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Renata Rapposelli news: testimonianza farmacista perde consistenza, ecco perché

Omicidio Renata Rapposelli ultime notizie: sono in carcere dallo scorso 6 marzo Giuseppe e Simone Santoleri, rispettivamente ex marito e figlio della pittrice anconetana scomparsa da Giulianova il 9 ottobre e trovata cadavere a circa 100 km di distanza, dopo un mese, sulla riva del fiume Chienti nelle campagne di Tolentino. La Procura ritiene i due uomini responsabili del delitto e della soppressione del cadavere della 64enne. Nello specifico reputa il figlio della vittima l’esecutore materiale del delitto, che sarebbe stato dettato da un doppio movente: economico in primis, cui poi si sarebbe aggiunto l’odio pregresso dell’uomo verso la madre con cui non aveva più rapporti da 8 anni.

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Arrestati Simone e Giuseppe Santoleri: avvocati pronti a fare ricorso al Riesame

Gli avvocati difensori di Simone e Giuseppe Santoleri hanno studiato l’ordinanza d’arresto e già lunedì prossimo secondo le indiscrezioni di queste ore presenteranno il ricorso al tribunale del Riesame. Per la difesa in sostanza non vi sarebbero prove schiaccianti a carico dei due indagati, anzitutto perché in questa fase indiziaria delle indagini nemmeno ancora è stato chiarito come la donna sia stata uccisa. Le ipotesi dello strangolamento o avvelenamento, infatti, non si fondano su elementi oggettivi certi. A detta dei legali di padre e figlio, inoltre, non vi sarebbe nemmeno la prova che il cadavere della pittrice sia stato tenuto in casa per tre giorni nel bagagliaio dell’auto dei Santoleri e poi, solo il 12 ottobre, da loro trasportato a Tolentino. Lo sostiene l’accusa, che ha individuato l’auto dei Santoleri dirigersi proprio lì quel giorno.

Renata Rapposelli: perde consistenza la testimonianza farmacista Tortoreto

Per gli avvocati di Giuseppe e Simone Santoleri, inoltre, sarebbe inattendibile la testimone che per la Procura inchioderebbe padre e figlio e che smantellerebbe la ricostruzione dei fatti da loro fornita. E’ la farmacista di Tortoreto Lido che ha detto di avere venduto alla pittrice un farmaco calmante alle 16:30 del giorno della scomparsa. Dal verbale della sua deposizione in realtà si evincerebbe un particolare che rende poco attendibile il suo racconto: la donna ha detto di non essere certa che l’episodio risalga al 9 ottobre. Non è sicura della data, che quindi potrebbe anche essere posticipata al 10 o 11 ottobre. Non esisterebbe nemmeno la strisciata della tessera sanitaria sulla quale lei aveva in un primo momento ricordava di aver letto nome e cognome della donna.

 

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